Sui Simo

Bici cercasi per nuove cittadine!

Hai una vecchia bicicletta che non utilizzi più e vuoi liberartene? Affidala a noi per regalare libertà di movimento a chi ne ha più bisogno!

In seguito l’emergenza Covid 19 non possiamo più ignorare tutto ciò che riguarda la salute e il bene della nostra città, soprattutto ora che la comunità scientifica ha stabilito una relazione tra inquinamento e diffusione della pandemia. Ora possiamo fare delle scelte per la nostra salute e per la salute di tutti/e. Una di queste scelte è quella di muoversi in bici nella nostra vita di tutti i giorni.

Purtroppo non tutte le persone hanno la stessa possibilità di accedere a questo modo di spostarsi: specialmente tra le nuove cittadine, donne migranti o donne in condizione di fragilità sociale, in molte non hanno la possibilità di avere una propria bicicletta, o addirittura non hanno mai imparato ad andare in bicicletta.

Per questo abbiamo attivato il percorso Biciliberatutte, per insegnare ad andare in bici a 20 donne migranti, grazie al contributo dei fondi PON della Città Metropolitana di Bologna nell’Ambito del progetto “Abitare la città”, in collaborazione con Cospe ONlus, Mondo DOnna, Das e Porto 15.

Al termine del percorso, vogliamo fornire a ogni beneficiaria una bicicletta funzionante, marchiata e accessoriata: per questo le volontarie e i volontari della nostra ciclofficina popolare stanno mettendo a nuovo tutte le biciclette usate che negli ultimi mesi ci avete donato, affidandole a Dynamo.

ABBIAMO BISOGNO DI ALTRE BICI!

Se hai una bici che non utilizzi (specialmente se con canna bassa e ruote 26 o 24), ancora in buone condizioni anche se non perfettamente funzionante, portala a Dynamo! La affideremo alla nostra ciclofficina per darle una nuova vita e destinarla alle beneficiarie di Biciliberatutte!

Dynamo è aperto ogni giorno dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 20, o il sabato dalle 9 alle 20.

Per informazioni scrivi alla responsabile dell’officina: [email protected]

Prendi una mascherina lavabile e sostienici!

ANCHE DA SOTTO LA MASCHERINA, FAI SENTIRE LA TUA VOCE!

Ti muovi in bici e pensi che Bologna sia ancora poco bikefriendly? Sogni una città a misura di persone? Vorresti che l’ambiente e la salute siano temi centrali del dibattito cittadino?

Se hai risposto sì a tutte queste domande, significa che hai compreso la portata storica del momento che stiamo vivendo e l’occasione che questa terribile epidemia mondiale ha offerto al mondo per ripensare i propri schemi e le proprie abitudini.

Mai come in questo momento un’associazione come la nostra, che dalla sua nascita lavora per diffondere stili di vita sostienili e per creare una città più democratica e vivibile, ha bisogno di sostegno per far sentire ancora di più la sua, la nostra, la tua voce.

Da oggi c’è un modo nuovo per sostenerci: acquistando le nostre nuovissime e super cool mascherine lavabili di Animali Anomali*.

Le trovi al desk della Velostazione Dynamo Bologn, aperto ogni giorno dalle 7 alle 20 (lun-ven, sabato dalle 9 alle 20) in via Indipendenza 71/z.

Le puoi avere con un’offerta minima consapevole di 7 euro (prezzo di costo): ogni euro in più che sceglierai di dare sosterrà le nostre attività associative.

NON SONO BELLISSIME?!

E se vuoi darci un supporto più continuativo, diventa socio/a di Salvaiciclisti e aiutaci a realizzare la città e il mondo che sogni anche tu: https://soci.salvaiciclisti.bologna.it/ (costo tessera annuale 10 euro, pagabile anche con PayPal).

* La mascherina non è un presidio medico-chirurgico, è da considerarsi solo come prima barriera alla nebulosa.
Può essere utilizzata in ambito personale e lavorativo purché sia possibile mantenere le distanze minime previste.
La mascherina è classificata come filtrante e utilizzabile in ambito personale e lavorativo purché sia possibile mantenere le distanze di sicurezza previste dall’attuale normativa.
Non è un dispositivo medico. Come tutte le mascherine NON protegge da sola da un contatto prolungato con pazienti positivi da COVID19: per una protezione totale sono necessarie protezioni FFP2 o FFP3, protezioni per gli occhi, guanti, distanza e tutte le accortezze necessarie.

La sicurezza delle strade prima di tutto

Comunicazione urgente del Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti italiani relativa alla mobilità sostenibile e agli interventi per la mobilità ciclistica –

Governo, Parlamento e ANCI inseriscano doppio senso ciclabile, strade scolastiche e fondi per le corsie emergenziali nella conversione in legge del “Decreto Rilancio”

28 maggio 2020

Il cosiddetto Decreto Rilancio varato dal Governo, che il Parlamento si appresta a convertire in legge, ha introdotto importanti provvedimenti per aumentare la mobilità ciclabile in ambito urbano. Oltre agli incentivi economici, sono state previste corsie ciclabili in semplice segnaletica e case avanzate agli incroci: seppur parziali, sono misure importanti per favorire l’uso in sicurezza di biciclette e monopattini nelle città italiane, che da sempre figurano tra le richieste delle Associazioni e Movimenti riuniti in questo Coordinamento.

Ci rivolgiamo con forza al Governo, al Parlamento e ad ANCI per chiedere che nella conversione del decreto in legge il pacchetto di modifiche urgenti al Codice della Strada sia completato con altre due norme, a costo zero ma dall’enorme beneficio per la mobilità e la sicurezza di pedoni e ciclisti urbani: il “doppio senso ciclabile” e le “strade scolastiche”. Esse sono fondamentali per consentire ai Sindaci di dare strade sicure e accoglienti alle due ruote nelle città, di gestire l’entrata e uscita degli alunni a scuola col ritorno in aula a settembre e così di evitare un boom di traffico e smog offrendo reali alternative all’auto.

1) Il “doppio senso ciclabile”, cioè la possibilità per le bici di percorrere in entrambe le direzioni strade invece a senso unico per i veicoli a motore, è già in vigore in molti Paesi europei ed è indispensabile per rendere più diretti e veloci gli spostamenti in bicicletta nei centri storici e nelle zone 30 km/h, evitando allungamenti insensati di percorso. Questa misura, da applicare in vie a bassa velocità e ridotto traffico, è sicura perché garantisce reciproco contatto visivo tra chi va in bici e chi guida un’auto: al di là delle percezioni, lo confermano tutte le esperienze europee e anche italiane (l’intero centro di Reggio Emilia è a doppio senso per le bici dal 2008), dove non risulta nessun aumento di incidenti.

2) Per “strade o zone scolastiche” si intende invece l’istituzione di un perimetro di salvaguardia attorno agli istituti scolastici in concomitanza con l’ingresso e l’uscita degli allievi, all’interno del quale sia interdetto il traffico motorizzato e il parcheggio, prioritariamente con isole pedonali anche temporanee. Il risultato è un ambiente urbano più salubre e più sicuro per gli allievi, che proprio in età giovanile sono più vulnerabili agli inquinanti e più a rischio di essere travolti dalle macchine (perfino a volte nelle manovre di carico e scarico dei loro stessi genitori).


3) Da ultimo, chiediamo che nella conversione in legge sia aumentato, dagli attuali 20 a 200 milioni, il fondo istituito dal “decreto clima” per finanziare progetti di corsie preferenziali e ora esteso anche a piste ciclabili, e che sia aperto a tutti i Comuni ai quali si applica il “bonus mobilità” per l’anno 2020. C’è bisogno di almeno dieci volte tanto le risorse stanziate, infatti, per realizzare con urgenza, quest’estate, le corsie ciclabili d’emergenza e tentare di reggere l’onda d’urto della ripresa completa della fase 3 a settembre, a partire dalle grandi città dove il trasporto pubblico subirà una forte riduzione di passeggeri e c’è il più alto rischio di ricorso massiccio all’uso del mezzo privato in assenza di altre opportunità di spostamento.

Coordinamento
Associazioni e Movimenti
Cicloattivisti e Ambientalisti

Alleanza Mobilità Dolce
Bike4city A.p.s.
Bikeitalia.it
Bike to school
Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento
Cittadini per l’aria Onlus
Comitato Torino Respira
Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico della città di Torino
Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna
Ecoborgo Campidoglio – Torino
FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta
Fridays For Future – Milano
Fridays For Future – Como
Famiglie senz’auto
Fondazione Michele Scarponi Onlus
Genitori Antismog
Associazione hub.MAT – Olbia
Italian Cycling Embassy
Legambici – Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS
Legambiente Onlus
Milano Bicycle Coalition ASD
Napoli Pedala
Kyoto Club
Rete Vivinstrada – Associazioni per la cultura e prevenzione stradale
Salvaiciclisti Roma A.p.s.
Salvaiciclisti Bologna A.p.s.

Il MIT ritiri le “Linee guida sperimentali per la mobilità ciclabile”

un insensato bastone fra le ruote per l’uso della bicicletta nelle città

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha inserito nel DL Rilancio alcune proposte che come ciclisti italiani abbiamo avuto occasione di vedere e discutere. Tra queste, alcune modifiche del Codice della Strada che seppur parzialmente vanno nella direzione di favorire lo sviluppo della ciclabilità nelle città italiane.

Nel frattempo, senza che nessuna delle associazioni che sottoscrivono questo comunicato fossero state informate o coinvolte, è emersa una bozza di documento del “Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari personali e il personale” contenente “Linee guida sperimentali per lo sviluppo della mobilità ciclabile”.

Tale documento, inviato all’ANCI, contiene valutazioni sull’applicazione di alcune norme del Codice della Strada che non sono condivisibili in quanto producono il perdurare di una condizione di pericolo per i ciclisti sulle strade delle città italiane. Oggi la condizione delle strade delle città italiane, conformata alle norme vigenti del Codice della Strada, è molto pericolosa per i ciclisti, come dimostrano i dati sull’incidentalità e i ciclisti feriti e morti. 

Noi chiediamo nuove norme, alcune delle quali previste del decreto approvato dal Governo, già adottate e sperimentate in tutti i paesi europei con condizioni di sicurezza stradale migliori di quelle italiane. Queste norme hanno già dato prova di migliorare la sicurezza stradale oltre che la ciclabilità delle città. Le “linee guida” proposte ora dal Ministero ne limitano la portata e applicabilità, mantenendo l’attuale situazione di pericolo sulle strade.

Questo non è accettabile.

Senza mettere in discussione la competenza e le giuste preoccupazioni del Ministero, chiediamo che:

1. Le linee guida siano ritirate;

2. siano approvate le norme già contenute nel decreto, aggiungendo in sede di conversione anche il “doppio senso ciclabile”, l’uso delle corsie bus da parte delle biciclette e le strade scolastiche;

3. il Ministero avvii con Anci una sperimentazione che verifichi l’efficacia in termini di sicurezza di tali norme, utilizzando come prova di efficacia gli interventi che faranno i Comuni, appoggiandosi quindi ad all’esperienza dei Comuni che già hanno un elevato livello di ciclabilità e una tradizione progettuale avanzata;

4. solo alla fine della sperimentazione si prevedano, se necessario, delle linee guida che integrino la norma primaria.

Un esempio di Casa Avanzata per le biciclette realizzata dall’Amministrazione di Torino. Le linee guida del MIT restringeranno di molto l’applicabilità di questa e altre soluzioni per la sicurezza.

Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti

Alleanza Mobilità Dolce

Bike4city A.p.s.

Bikeitalia.it

Bike to school

Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento

Cittadini per l’aria Onlus

Comitato Torino Respira

Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico della città di Torino

Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna

Ecoborgo Campidoglio – Torino

FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta

Fridays For Future – Milano

Fridays For Future – Como

Famiglie senz’auto

Fondazione Michele Scarponi Onlus

Genitori Antismog

Associazione hub.MAT – Olbia

Italian Cycling Embassy

Legambici – Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS

Legambiente Onlus

Milano Bicycle Coalition ASD

Napoli Pedala

Kyoto Club

Rete Vivinstrada – Associazioni per la cultura e prevenzione stradale

Salvaiciclisti Roma A.p.s. 

Salvaiciclisti Bologna A.p.s.

Cancellato l’articolo mobilità sostenibile dal decreto maggio

La mobilità è priorità

Inaccettabile lo stralcio delle misure in favore della mobilità sostenibile.

Nell’ultima bozza del “Decreto Rilancio” risulta barrato l’intero articolo a favore della mobilità sostenibile, essenziale per garantire la sicurezza e la salute in questa fase di transizione.

Mentre il resto d’Europa punta sulla mobilità sostenibile in maniera decisa e stanzia fondi ingenti per la messa in sicurezza di pedoni e ciclisti, il DL Rilancio assume l’approccio inverso: niente più bike lane, niente più linee di arresto protette agli incroci e i mobility manager di enti e aziende restano le figure ininfluenti come sono tuttora. Misure queste già al ribasso rispetto alle aspettative di associazioni e movimenti del settore, che chiedevano e confermano la necessità di introdurre subito nel Codice della Strada anche le norme del doppio senso ciclabile e delle corsie condivise bus+bici.

Le principali Città Metropolitane, che maggiormente hanno sofferto per l’epidemia e stanno affrontando la crisi del trasporto pubblico (Roma, Torino, Milano, Bologna, Napoli), stanno procedendo speditamente – anche sulla base delle promesse del Governo – alla costruzione della rete ciclabile d’emergenza, si trovano sole di fronte all’emergenza ad affrontare il clamoroso voltafaccia del Governo in tema mobilità.

Se, di tutte le roboanti promesse, alla fine rimarrà soloun incentivo all’acquisto di biciclette e monopattini, come sembra dalle indiscrezioni che leggiamo sui giornali, e delle inaccettabili “linee guida sperimentali per la mobilità ciclabile” spacciate dal Ministero come soluzione ma che addirittura mettono fuori legge gli interventi stradali per le bici che i Comuni realizzano già da tempo, avremo assistito all’ennesima presa in giro di chi chiede ai cittadini di spostarsi in bici ma non dà il quadro normativo e le risorse necessarie a farlo per davvero.

Il messaggio del Governo appare chiaro più che mai: 

andate a piedi, in bicicletta e usate la micromobilità, ma fatelo a vostro rischio e pericolo.

Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti

Alleanza Mobilità Dolce

Bike4city A.p.s.

Bikeitalia.it

Bike to school

Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento

Cittadini per l’aria Onlus

Comitato Torino Respira

Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico della città di Torino

Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna

Ecoborgo Campidoglio – Torino

FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta

Fridays For Future – Milano

Fridays For Future – Como

Famiglie senz’auto

Fondazione Michele Scarponi Onlus

Genitori Antismog

Associazione hub.MAT – Olbia

Italian Cycling Embassy

Legambici – Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS

Legambiente Onlus

Milano Bicycle Coalition ASD

Napoli Pedala

Kyoto Club

Rete Vivinstrada – Associazioni per la cultura e prevenzione stradale

Salvaiciclisti Roma A.p.s. 

Salvaiciclisti Bologna A.p.s.

Bike lane sì, motor bike lane NO: aumentare uso della bicicletta, non mortalità sulle strade

La levata di scudi delle associazioni, le corsie restino dedicate ai ciclisti

È pericolosa e mortale per la mobilità ciclistica la proposta annunciata ieri dalla Ministra De Micheli di “introdurre nel Codice della Strada la definizione di bike lane, ovvero una corsia con destinazione prioritaria alla circolazione dei velocipedi nella quale è consentita la circolazione anche dei veicoli a motore con numero totale di ruote non superiore a tre, come ad esempio i ciclomotori, i motocicli ed i tricicli”. In questo modo non si promuove la mobilità in bicicletta, così necessaria alle nostre città in tempi di fase due e di ripartenza. Si mette invece a rischio la vita dei ciclisti che già non sono tutelati; basti pensare che a piedi e in bicicletta muoiono 800 persone ogni anno, oltre il 20% dei morti sulle strade italiane.

Servono subito corsie ciclabili d’emergenza riservate e sicure. È verso queste soluzioni che va adeguato il Codice della Strada. Rendere le ciclabili promiscue con il traffico motorizzato a due/tre ruote come vuole la Ministra dei Trasporti è l’esatto opposto.

Per questo chiediamo alla Ministra De Micheli di rinunciare ad imporre la coesistenza tra biciclette e motorini nelle corsie dedicate: i ciclisti hanno bisogno di percorsi sicuri, e non di subire l’ennesima aggressione dal traffico motorizzato, o non convinceremo mai le persone a salire in sella.

SalvaiCiclisti Roma – SiC Roma A.p.s. 

Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento

Rete Vivinstrada – Associazioni per la cultura e prevenzione stradale

Milano Bicycle Coalition ASD

Salvaiciclisti Bologna A.p.s.

Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna

Italian Cycling Embassy

Legambici – Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS, Milano

Bike Pride Fiab Torino

FIAB Roma BiciLiberaTutti

Bike4city A.p.s.

Legambiente 

Cittadini per l’aria Onlus

Comitato Torino Respira

Ecoborgo Campidoglio – Torino

FIAB Torino Bici e Dintorni

FIAB Firenze Ciclabile

Associazione hub.MAT, Olbia

Kyoto Club

Alleanza Mobilità Dolce

Legambiente Metropolitano Torino e area metropolitana

FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta

Bikeitalia.it

Fondazione Michele Scarponi Onlus

Associazione Napoli Pedala

Bike to school

Fridays For Future – Milano

Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico della città di Torino

Fridays For Future – Como

Famiglie senz’auto

Genitori Antismog

Proposte mobilità sostenibile urbana intra e post emergenza COVID-19

Egr. On. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana [email protected] 

Egr. Dott. Vittorio Colao, Presidente del Comitato di esperti in materia economica e sociale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri [email protected] 

Egr. Dott. Domenico Arcuri, Commissario Straordinario Emergenza Epidemiologica COVID-19 [email protected] 

Egr. Dott. Angelo Borrelli, Capo Dipartimento della Protezione Civile [email protected] 

Gent. On. Paola De Micheli, Ministro alle Infrastrutture e dei Trasporti [email protected] 

Egr. On. Roberto Speranza, Ministro della Salute [email protected] [email protected] 

Gent. Dott.ssa Luciana Lamorgese, Ministro degli Interni [email protected] 

Egr. Gen. Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare [email protected] 

Egr. On. Stefano Bonaccini Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome [email protected] 

Egr. Ing. Antonio Decaro, Presidente dell’ANCI [email protected] 

Oggetto: Urgente – Proposte mobilità sostenibile urbana intra e post emergenza COVID-19 

Spett.li Autorità, 

Le sottoscritte Associazioni impegnate per la mobilità sostenibile e l’ambiente, riunite in un Coordinamento nazionale, presentano le seguenti riflessioni, osservazioni e proposte unitarie riguardo alle criticità future nel settore della mobilità. 

Emergenza mobilità nelle città italiane dopo il Covid-19 

La fine delle restrizioni per la gestione di emergenza di contrasto della diffusione della Covid-19 porterà una nuova condizione di emergenza traffico nelle città italiane. Lo scenario è quello per cui l’uso del trasporto pubblico locale sarà fortemente ridotto, sia a causa del mantenimento delle restrizioni, sia causa della sfiducia della popolazione nel 

prendere i mezzi pubblici. Il trasporto pubblico locale sposta quote rilevanti di cittadini, fino al 55% nelle grandi città, a cui si aggiunge l’enorme movimento di persone che usano i treni pendolari. Fatto tutto ciò che si potrà per mantenere e migliorare i servizi di trasporto pubblico, si può facilmente prevedere che quote importanti di questi spostamenti abbandoneranno il trasporto pubblico e cercheranno altre modalità di spostamento. In assenza di interventi è facile prevedere che molti di coloro che abbandoneranno il trasporto pubblico sceglieranno di muoversi in automobile, (i dati preliminari provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese vanno in questa direzione) se questo dovesse avvenire avremo certamente il collasso della mobilità nelle città italiane, a partire dalle città metropolitane. Siamo fortemente preoccupati dall’insorgenza, fuori dal contesto internazionale, di questo fenomeno e la riteniamo una grave sciagura per tutti, da evitare con la massima cura. Questa situazione è già stata analizzata in altri Paesi e per evitarla si stanno prendendo decisioni utili a gestire questa fase transitoria rafforzando la mobilità alternativa all’auto, tra questi si rilevano già i casi di Budapest, Bogotà, Philadelphia, Minneapolis, Oakland, Vancouver, Calgary, Vienna, Città del Messico, Berlino e Londra. 

Si pone dunque il problema di garantire altre forme di mobilità alternative all’auto. La creazione di corridoi per la mobilità di emergenza è la soluzione già prospettata all’estero e prevede di assegnare corsie dedicate alle forme di mobilità alternative all’auto lungo tutte le principali direttrici urbane, in modo da convogliare su queste le quote di mobilità che si perderanno dal trasporto pubblico, almeno nelle parti più congestionate delle città. È d’altro canto fondamentale garantire ai cittadini forme di mobilità attiva, sia per la salute personale che collettiva, anche in virtù di una migliore qualità dell’aria, soprattutto in ambito urbano. 

Misure Proposte 

Noi Associazioni promotrici suggeriamo il seguente pacchetto di misure per la gestione sostenibile della mobilità nella fase emergenziale e in quella immediatamente successiva: 

1. Realizzazione di nuove regolamentazioni e/o infrastrutture “soft”, a basso costo e rapida attuazione, per la mobilità attiva (pedonale e ciclabile) e la micromobilità, estese a tutta l’utenza fragile, anche non convenzionali e in deroga al Codice della Strada. Ad esempio: percorsi pedonali e corsie ciclabili in sola segnaletica, doppio senso bici, strade residenziali a 10 km/h aperte ai pedoni, strade scolastiche, intermodalità bici-TPL (Rete di Mobilità di Emergenza/Transizione)

2. Introduzione, già dal prossimo “decreto aprile”, di forti incentivi economici e finanziamenti per il potenziamento della mobilità attiva come alternativa all’uso dell’auto privata e complementare al trasporto pubblico. Ad esempio: Fondo interventi urgenti mobilità sostenibile dei Comuni (per realizzare quanto previsto al punto 1), bonus-mobilità per i cittadini (acquisto bici elettriche, servizi di bike sharing e micromobilità), premialità e rimborsi chilometrici; 

3. Pieno mantenimento delle misure di equilibrio del sistema della mobilità, come le ZTL, la sosta regolamentata, le corsie preferenziali, indispensabili ancor più ora per gestire il traffico, rendere appetibili ed efficienti le modalità alternative all’auto ed evitare 

la completa paralisi circolatoria derivante da un “liberi tutti” di spostarsi comunque e ovunque in macchina; 

4. Contenimento della domanda e dei picchi di mobilità lavorativa e commerciale, promuovendo in modo diffuso lo smart working come modalità facoltativa di lavoro con priorità per i pendolari extraurbani, la differenziazione degli orari di attività economiche e uffici, e i sistemi di consegna a domicilio, privilegiando ed incentivando quelli su bicicletta e cargo-bike; 

5. Riconoscimento, promozione e finanziamento della mobilità attiva (pedonalità e ciclabilità) come modo di trasporto urbano resiliente, in quanto capace di garantire il diritto alla mobilità in sicurezza per tutti e di assorbire una quota rilevante della mobilità nel rispetto della distanza di sicurezza e con la minore occupazione di spazio, evitando di aumentare in modo insostenibile il traffico privato e congestionare i mezzi pubblici; 

6. Istituzione di un gruppo di lavoro tecnico-scientifico che coordini e armonizzi le misure di cui ai punti precedenti su tutto il territorio nazionale all’interno di un Piano di Mobilità di Emergenza/Transizione Covid-19

7. Realizzazione di campagne informative nazionali per stimolare stili di vita basati su 

forme di mobilità attiva, indispensabili per tenersi in salute e recuperare la forma fisica. 

In attesa di un Vostro cortese riscontro si porgono distinti saluti. 

Promotori 

SalvaiCiclisti Roma – SiC Roma A.p.s. Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento Rete Vivinstrada – Associazioni per la cultura e prevenzione stradale Milano Bicycle Coalition ASD Salvaiciclisti Bologna A.p.s. Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna Italian Cycling Embassy Legambici – Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS, Milano Bike Pride Fiab Torino FIAB Roma BiciLiberaTutti Bike4city A.p.s. Legambiente Cittadini per l’aria Onlus Comitato Torino Respira Ecoborgo Campidoglio – Torino FIAB Torino Bici e Dintorni FIAB Firenze Ciclabile Associazione hub.MAT, Olbia 

Kyoto Club Alleanza Mobilità Dolce Legambiente Metropolitano Torino e area metropolitana FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta Bikeitalia.it Fondazione Michele Scarponi Onlus Associazione Napoli Pedala Bike to school Fridays For Future – Milano Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico della città di Torino Fridays For Future – Como Famiglie senz’auto 

Prof. Lorenzo Pagliano, Coordinatore di eERG – end-use Efficiency Research Group, Politecnico di Milano Prof. Federico Zanfi, Urbanista, Politecnico di Milano Paolo Bozzuto, Urbanista, Ricercatore, Politecnico di Milano Prof. Lorenzo Fabian, Urbanista, IUAV Venezia Prof. Stefano Munarin, Urbanista, IUAV Venezia Paolo Bellino (Rotafixa) Paolo Gandolfi Prof. Paolo Pileri, Politecnico di Milano, Urbanista, responsabile scientifico progetto VENTO Dr. Francesco Pittau, ETH Zürich, Chair of Sustainable Construction 

STOP AGLI ATTENDISMI – D’INQUINAMENTO DI TRAFFICO SI MUORE

Lettera aperta ai nostri amministratori locali e regionali

Leggiamo con sconcerto le affermazioni di diversi nostri amministratori che scelgono sempre di attendere ulteriori conferme, ignorando il principio di precauzione, della relazione fra traffico e inquinamento e relativi decessi. In questi giorni un’ulteriore conferma della correlazione tra diminuzione delle emissioni e diminuzione del traffico veicolare registrato in queste settimane, arriva dai maggiori enti di ricerca internazionali che hanno certificato la riduzione degli inquinanti in atmosfera per effetto delle misure contro il coronavirus, con una riduzione di NO2 in pianura padana del 50%. Non è ancora sufficiente per prendere provvedimenti urgenti e salvare altre vite?


Dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) arriva la conferma che la riduzione dell’inquinamento atmosferico osservata in tutta Europa nelle ultime settimane dipende in gran parte dalle misure di contenimento della mobilità e di altre attività attuate per contrastare la diffusione dell’epidemia di Covid-19. In particolare, l’SNPA afferma che “Si riduce in maniera significativa uno dei principali inquinanti dell’atmosfera, il biossido di azoto (NO2), a seguito delle misure introdotte dal Governo per l’emergenza Coronavirus. Si stima una diminuzione dell’ordine del 50% nella Pianura Padana”, mentre l’EEA conferma una forte riduzione delle concentrazioni di NO2 in tutta Europa, riconducendolo “in gran parte alla riduzione del traffico e di altre attività, soprattutto nelle principali città in cui sono previste misure di isolamento”.


Infine, il sistema di osservazione satellitare Copernicus dell’Agenzia Spaziale Europea, già a febbraio aveva stimando una riduzione del 20-30% di PM2.5 in Cina,depurando la stima dai trend di lungo periodo e da fattori meteorologici, concludendo che il calo è “con tutta probabilità legato alle misure messe in campo nel Paese per contrastare l’epidemia del nuovo coronavirus Covid-19”.


Se è senz’altro vero che la concentrazione di inquinanti in atmosfera dipende anche da fattori meteorologici, questi dati confermano che le emissioni da traffico veicolare e altre attività umane sono di gran lunga il fattore determinante, e sono anche le uniche su cui possono incidere significativamente le scelte di politica ambientale, visto che modificare l’orografia della Pianura Padana o le condizioni meteo non è possibile.Le misure prese finora per la qualità dell’aria sono state largamente insufficienti e le condizioni di salute dell’apparato respiratorio dei nostri concittadini in questo momento ricoverati nelle terapie intensive ci sta restituendo tutta la tragica realtà. Chiediamo unapiena assunzione di responsabilità da parte dei nostri amministratori, e un repentino cambio di passo nel considerare l’estrema dannosità delle emissioni per la salute pubblica. Non possiamo aspettare che piova o tiri vento (o peggio ancora che scoppi la prossima epidemia) per poter respirare aria pulita. Occorre agire con determinazione per ridurre il traffico e salvare vite, anche dopo l’emergenza.

Bologna, 27 marzo 2020
AMO Bologna
Aria Pesa
CampiAperti – Associazione per la Sovranità Alimentare
Cinnica – Libera Consulta per una città amica dell’infanzia
Consulta della Bicicletta di Bologna
Coordinamento dei Comitati contrari al Passante di Mezzo
Amici di Extinction Rebellion
Fridays For Future – Bologna
Làbas
Osservatorio Cittadino Mense Scolastiche
Rete dei Comitati Genitori delle scuole di Bologna
Rigenerazione NO Speculazione
Rusko – Riparo Uso Scambio Comunitario
#salvaiciclisti Bologna
Studenti per l’Ambiente Bologna
Tpo
Until The Revolution

Lettera al Governo: fermare i ciclomeccanici significa non garantire a tutti diritto di spostarsi in sicurezza

Secondo la classificazione ATECO delle attività chi ripara biciclette è considerato “attività non essenziale” perché attinente a chi ripara attrezzatura da campeggio e articoli sportivi. Nel mondo reale però la bicicletta un mezzo di trasporto, a volte l’unico, essenziale per andare al lavoro, fare la spesa, andare dal medico, un mezzo di trasporto per cui la manutenzione è necessaria. Tra questi ci sono anche medici e infermieri, che ci scrivono preoccupati in queste ore: “come farò a raggiungere l’ospedale se avrò un problema meccanico nei prossimi giorni, anche una semplice foratura? Sarò costretto a prendere i mezzi pubblici, aumentando il rischio di contagio per me stesso e per gli altri”. 
Per molti altri ancora la bicicletta è persino uno strumento di lavoro, per esempio per i numerosissimi ciclofattorini che ci portano a casa i pasti a domicilio o ai corrieri sui quali si sono riversate tutte le richieste di spesa a domicilio. Tralasciare dall’assistenza meccanica queste categorie di lavoratori, già vessate dall’assenza di tutele assicurative e sindacali, è una grave dimenticanza, e significa rendere complessa una situazione già durissima per tutta la società civile, specialmente nelle città, dove la bicicletta rappresenta per molti una risorsa imprescindibile.

Per queste ragioni, congiuntamente con 10 associazioni di tutela dei ciclisti urbani provenienti da tutta Italia abbiamo inviato ai Ministri competenti la lettera che alleghiamo a questo comunicato.

Egr. On.le Stefano PATUANELLI
Ministro dello Sviluppo Economico
[email protected]
[email protected]
e p.c.


Egr. On.le Roberto Gualtieri
Ministro dell’Economia e delle Finanze
[email protected]

Gent.le On.le Nunzia Catalfo
Ministro del Lavoro e della Politiche Sociali
[email protected]ec.lavoro.gov.it


Oggetto: richiesta di riconoscimento delle attività di riparazione di biciclette quali servizi essenziali esonerati dall’obbligo di chiusura, ed inserimento del rispettivo codice Ateco 95.29.02, relativamente alla suddetta attività, nell’allegato 1 al D.P.C.M. del 22 marzo 2020.


Le su intestate Associazioni sono qui a rappresentare quanto segue.
 Il D.P.C.M. del 22 marzo 2020, pubblicato in GU Serie Generale n.76 del 22-03-2020, rubricato “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6”, reca misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale,

 All’art. 1 comma 1 lett. a) è stabilito che “sono sospese tutte le attività produttive industriali e
commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto”;

 Nell’elenco delle attività ritenute essenziali, di cui all’allegato 1 del predetto DPCM del 22 marzo 2020, sono riportati i codici ATECO relativi alla manutenzione e riparazione, nonché commercio, di parti ed accessori di autoveicoli e motocicli, mentre non è inserito il codice Ateco 95.29.02 relativo riparazione delle biciclette;


 Detta esclusione dall’elenco delle attività essenziali appare profondamente discriminatorio per un’ampia parte della popolazione che ha scelto la bicicletta quale unico o prevalente mezzo di trasporto per tutte le proprie attività quotidiane, come andare a lavoro e/o svolgere
le proprie attività necessarie previste dal decreto;
 L’intera categoria dei corrieri in bicicletta ad esempio, che utilizzano la bicicletta come strumento di lavoro, risulta danneggiata da questa esclusione, in quanto nell’ipotesi di rottura del mezzo o bisogno di manutenere lo stesso, si trova nell’impossibilità di provvedere alla sua riparazione;
 Vista l’esclusione in commento, appare pertanto necessario che si provveda alla integrazione dell’elenco dei codici ATECO inserendo nella lista quello relativo all’attività di riparazione di biciclette (95.29.02);
 La modifica richiesta risulta possibile alla stregua dello stesso decreto, laddove all’art.1 comma 1 lett. a) ultimo capoverso è stabilito che: “L’elenco dei codici di cui all’allegato 1 può essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze”;
Atteso quanto sopra significato, le sottoscritte Associazioni


CHIEDONO

alle S.V.Ill.me la modifica dell’allegato 1 di cui al D.P.C.M. del 22 marzo 2020 pubblicato in GU Serie Generale n.76 del 22-03-2020 e l’inserimento del codice ATECO 95.29.02 relativamente alla riparazione delle biciclette, in quanto mezzo di trasporto essenziale per un’ampia fascia della popolazione e strumento di lavoro per i corrieri in bicicletta.

Sicuri di un Vs pronto riscontro, distinti saluti.

A.P.S. Salvaiciclisti Roma
Avv. Enzina Fasano, Presidente, l.r.p.t.
A.P.S. Salvaiciclisti Bologna
Simona Larghetti, Presidente, l.r.p.t.
Rete Vivinstrada
Alfredo Giordani, Presidente, l.r.p.t.
FIAB ONLUS
Alessandro Tursi, Presidente, l.r.p.t.
A.D.S. Napoli Pedala
Luca Simeone, Presidente, l.r.p.t.
A.S.D. Milano Bicycle Coalition
Marco Mazzai, Presidente, l.r.p.t
A.P.S. Legambici
Federico Del Prete, Presidente l.r.p.t
Bike to school
Anna Becchi, Rappresentante
FIAB Firenze Ciclabile Onlus
Luca Polverini, Presidente, l.r.p.t.
Alleanza Mobilità Dolce
Anna Donati, Portavoce
Fondazione Michele Scarponi Onlus
Marco Scarponi, Segretario generale, l.r.p.t.

Una bici bianca per Matteo

EDIT: EVENTO RINVIATO
Nonostante l’ordinanza non vieti manifestazioni all’aperto che permettano di mantenere la distanza di sicurezza, considerando la difficoltà di gestire un gruppo numeroso di persone (avete risposto in più di 400 persone a questo evento) che potrebbe portare a non riuscire a garantire le distanze richieste, abbiamo ritenuto, per principio di precauzione, di rinviare l’evento fino a quando non sarà possibile svolgerlo in sicurezza. Se la situazione si protrarrà per molto tempo valuteremo se fare l’evento in forma ridotta, invitando solo un rappresentante per ogni associazione. Vi ringrazio per la calorosa adesione, sperando di trovare il momento migliore per ricordare Matteo.

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Vogliamo invitare tutta la comunità ciclistica e la società civile di Bologna a stringersi intorno al ricordo di Matteo, 18 anni, morto mentre stava andando in bicicletta, travolto da un’auto, partecipando con noi alla sua commemorazione.

Ci troveremo martedì 10 marzo 2020 alle 20 a Dynamo Velostazione per partire poi insieme in bicicletta fino al luogo dove Matteo ha trovato la morte giovedì 27 febbraio alle 12, all’incrocio tra via di Barbiano e via degli Scalini, portando e posizionando lì una Ghost Bike, una bici dipinta di bianco per ricordare Matteo.

Ogni volta che qualcuno muore di morte violenta sulle nostre strade, è un lutto. Per chi lo amava e per tutta la società civile che non riesce a garantire equamente il diritto a spostarsi in modo sostenibile.

Quando muore un ragazzo di 18 anni sentiamo anche il peso di un tremendo fallimento: una comunità che non riesce a dare futuro ai propri figli, manca il suo primo obiettivo.

Ci stringiamo con tutto il nostro dolore intorno alla famiglia di Matteo, agli amici e alle amiche, come attivisti e come cittadini.

Salvaiciclisti-Bologna

Gruppo Ciclozenith

Consulta Comunale della Bicicletta

Sunrise Bikeride

Associazione Pedalalenta

Fiab Bologna – Monte Sole Bike Group

Jus Bologna – Aimanc

Comitato Piazza Verdi

Bologna Vivibile

L’Altra Babele

Legambiente Bologna