Sui Simo

STOP AGLI ATTENDISMI – D’INQUINAMENTO DI TRAFFICO SI MUORE

Lettera aperta ai nostri amministratori locali e regionali

Leggiamo con sconcerto le affermazioni di diversi nostri amministratori che scelgono sempre di attendere ulteriori conferme, ignorando il principio di precauzione, della relazione fra traffico e inquinamento e relativi decessi. In questi giorni un’ulteriore conferma della correlazione tra diminuzione delle emissioni e diminuzione del traffico veicolare registrato in queste settimane, arriva dai maggiori enti di ricerca internazionali che hanno certificato la riduzione degli inquinanti in atmosfera per effetto delle misure contro il coronavirus, con una riduzione di NO2 in pianura padana del 50%. Non è ancora sufficiente per prendere provvedimenti urgenti e salvare altre vite?


Dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) arriva la conferma che la riduzione dell’inquinamento atmosferico osservata in tutta Europa nelle ultime settimane dipende in gran parte dalle misure di contenimento della mobilità e di altre attività attuate per contrastare la diffusione dell’epidemia di Covid-19. In particolare, l’SNPA afferma che “Si riduce in maniera significativa uno dei principali inquinanti dell’atmosfera, il biossido di azoto (NO2), a seguito delle misure introdotte dal Governo per l’emergenza Coronavirus. Si stima una diminuzione dell’ordine del 50% nella Pianura Padana”, mentre l’EEA conferma una forte riduzione delle concentrazioni di NO2 in tutta Europa, riconducendolo “in gran parte alla riduzione del traffico e di altre attività, soprattutto nelle principali città in cui sono previste misure di isolamento”.


Infine, il sistema di osservazione satellitare Copernicus dell’Agenzia Spaziale Europea, già a febbraio aveva stimando una riduzione del 20-30% di PM2.5 in Cina,depurando la stima dai trend di lungo periodo e da fattori meteorologici, concludendo che il calo è “con tutta probabilità legato alle misure messe in campo nel Paese per contrastare l’epidemia del nuovo coronavirus Covid-19”.


Se è senz’altro vero che la concentrazione di inquinanti in atmosfera dipende anche da fattori meteorologici, questi dati confermano che le emissioni da traffico veicolare e altre attività umane sono di gran lunga il fattore determinante, e sono anche le uniche su cui possono incidere significativamente le scelte di politica ambientale, visto che modificare l’orografia della Pianura Padana o le condizioni meteo non è possibile.Le misure prese finora per la qualità dell’aria sono state largamente insufficienti e le condizioni di salute dell’apparato respiratorio dei nostri concittadini in questo momento ricoverati nelle terapie intensive ci sta restituendo tutta la tragica realtà. Chiediamo unapiena assunzione di responsabilità da parte dei nostri amministratori, e un repentino cambio di passo nel considerare l’estrema dannosità delle emissioni per la salute pubblica. Non possiamo aspettare che piova o tiri vento (o peggio ancora che scoppi la prossima epidemia) per poter respirare aria pulita. Occorre agire con determinazione per ridurre il traffico e salvare vite, anche dopo l’emergenza.

Bologna, 27 marzo 2020
AMO Bologna
Aria Pesa
CampiAperti – Associazione per la Sovranità Alimentare
Cinnica – Libera Consulta per una città amica dell’infanzia
Consulta della Bicicletta di Bologna
Coordinamento dei Comitati contrari al Passante di Mezzo
Amici di Extinction Rebellion
Fridays For Future – Bologna
Làbas
Osservatorio Cittadino Mense Scolastiche
Rete dei Comitati Genitori delle scuole di Bologna
Rigenerazione NO Speculazione
Rusko – Riparo Uso Scambio Comunitario
#salvaiciclisti Bologna
Studenti per l’Ambiente Bologna
Tpo
Until The Revolution

Lettera al Governo: fermare i ciclomeccanici significa non garantire a tutti diritto di spostarsi in sicurezza

Secondo la classificazione ATECO delle attività chi ripara biciclette è considerato “attività non essenziale” perché attinente a chi ripara attrezzatura da campeggio e articoli sportivi. Nel mondo reale però la bicicletta un mezzo di trasporto, a volte l’unico, essenziale per andare al lavoro, fare la spesa, andare dal medico, un mezzo di trasporto per cui la manutenzione è necessaria. Tra questi ci sono anche medici e infermieri, che ci scrivono preoccupati in queste ore: “come farò a raggiungere l’ospedale se avrò un problema meccanico nei prossimi giorni, anche una semplice foratura? Sarò costretto a prendere i mezzi pubblici, aumentando il rischio di contagio per me stesso e per gli altri”. 
Per molti altri ancora la bicicletta è persino uno strumento di lavoro, per esempio per i numerosissimi ciclofattorini che ci portano a casa i pasti a domicilio o ai corrieri sui quali si sono riversate tutte le richieste di spesa a domicilio. Tralasciare dall’assistenza meccanica queste categorie di lavoratori, già vessate dall’assenza di tutele assicurative e sindacali, è una grave dimenticanza, e significa rendere complessa una situazione già durissima per tutta la società civile, specialmente nelle città, dove la bicicletta rappresenta per molti una risorsa imprescindibile.

Per queste ragioni, congiuntamente con 10 associazioni di tutela dei ciclisti urbani provenienti da tutta Italia abbiamo inviato ai Ministri competenti la lettera che alleghiamo a questo comunicato.

Egr. On.le Stefano PATUANELLI
Ministro dello Sviluppo Economico
[email protected]
[email protected]
e p.c.


Egr. On.le Roberto Gualtieri
Ministro dell’Economia e delle Finanze
[email protected]

Gent.le On.le Nunzia Catalfo
Ministro del Lavoro e della Politiche Sociali
[email protected]


Oggetto: richiesta di riconoscimento delle attività di riparazione di biciclette quali servizi essenziali esonerati dall’obbligo di chiusura, ed inserimento del rispettivo codice Ateco 95.29.02, relativamente alla suddetta attività, nell’allegato 1 al D.P.C.M. del 22 marzo 2020.


Le su intestate Associazioni sono qui a rappresentare quanto segue.
 Il D.P.C.M. del 22 marzo 2020, pubblicato in GU Serie Generale n.76 del 22-03-2020, rubricato “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6”, reca misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale,

 All’art. 1 comma 1 lett. a) è stabilito che “sono sospese tutte le attività produttive industriali e
commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto”;

 Nell’elenco delle attività ritenute essenziali, di cui all’allegato 1 del predetto DPCM del 22 marzo 2020, sono riportati i codici ATECO relativi alla manutenzione e riparazione, nonché commercio, di parti ed accessori di autoveicoli e motocicli, mentre non è inserito il codice Ateco 95.29.02 relativo riparazione delle biciclette;


 Detta esclusione dall’elenco delle attività essenziali appare profondamente discriminatorio per un’ampia parte della popolazione che ha scelto la bicicletta quale unico o prevalente mezzo di trasporto per tutte le proprie attività quotidiane, come andare a lavoro e/o svolgere
le proprie attività necessarie previste dal decreto;
 L’intera categoria dei corrieri in bicicletta ad esempio, che utilizzano la bicicletta come strumento di lavoro, risulta danneggiata da questa esclusione, in quanto nell’ipotesi di rottura del mezzo o bisogno di manutenere lo stesso, si trova nell’impossibilità di provvedere alla sua riparazione;
 Vista l’esclusione in commento, appare pertanto necessario che si provveda alla integrazione dell’elenco dei codici ATECO inserendo nella lista quello relativo all’attività di riparazione di biciclette (95.29.02);
 La modifica richiesta risulta possibile alla stregua dello stesso decreto, laddove all’art.1 comma 1 lett. a) ultimo capoverso è stabilito che: “L’elenco dei codici di cui all’allegato 1 può essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze”;
Atteso quanto sopra significato, le sottoscritte Associazioni


CHIEDONO

alle S.V.Ill.me la modifica dell’allegato 1 di cui al D.P.C.M. del 22 marzo 2020 pubblicato in GU Serie Generale n.76 del 22-03-2020 e l’inserimento del codice ATECO 95.29.02 relativamente alla riparazione delle biciclette, in quanto mezzo di trasporto essenziale per un’ampia fascia della popolazione e strumento di lavoro per i corrieri in bicicletta.

Sicuri di un Vs pronto riscontro, distinti saluti.

A.P.S. Salvaiciclisti Roma
Avv. Enzina Fasano, Presidente, l.r.p.t.
A.P.S. Salvaiciclisti Bologna
Simona Larghetti, Presidente, l.r.p.t.
Rete Vivinstrada
Alfredo Giordani, Presidente, l.r.p.t.
FIAB ONLUS
Alessandro Tursi, Presidente, l.r.p.t.
A.D.S. Napoli Pedala
Luca Simeone, Presidente, l.r.p.t.
A.S.D. Milano Bicycle Coalition
Marco Mazzai, Presidente, l.r.p.t
A.P.S. Legambici
Federico Del Prete, Presidente l.r.p.t
Bike to school
Anna Becchi, Rappresentante
FIAB Firenze Ciclabile Onlus
Luca Polverini, Presidente, l.r.p.t.
Alleanza Mobilità Dolce
Anna Donati, Portavoce
Fondazione Michele Scarponi Onlus
Marco Scarponi, Segretario generale, l.r.p.t.

Una bici bianca per Matteo

EDIT: EVENTO RINVIATO
Nonostante l’ordinanza non vieti manifestazioni all’aperto che permettano di mantenere la distanza di sicurezza, considerando la difficoltà di gestire un gruppo numeroso di persone (avete risposto in più di 400 persone a questo evento) che potrebbe portare a non riuscire a garantire le distanze richieste, abbiamo ritenuto, per principio di precauzione, di rinviare l’evento fino a quando non sarà possibile svolgerlo in sicurezza. Se la situazione si protrarrà per molto tempo valuteremo se fare l’evento in forma ridotta, invitando solo un rappresentante per ogni associazione. Vi ringrazio per la calorosa adesione, sperando di trovare il momento migliore per ricordare Matteo.

**************

Vogliamo invitare tutta la comunità ciclistica e la società civile di Bologna a stringersi intorno al ricordo di Matteo, 18 anni, morto mentre stava andando in bicicletta, travolto da un’auto, partecipando con noi alla sua commemorazione.

Ci troveremo martedì 10 marzo 2020 alle 20 a Dynamo Velostazione per partire poi insieme in bicicletta fino al luogo dove Matteo ha trovato la morte giovedì 27 febbraio alle 12, all’incrocio tra via di Barbiano e via degli Scalini, portando e posizionando lì una Ghost Bike, una bici dipinta di bianco per ricordare Matteo.

Ogni volta che qualcuno muore di morte violenta sulle nostre strade, è un lutto. Per chi lo amava e per tutta la società civile che non riesce a garantire equamente il diritto a spostarsi in modo sostenibile.

Quando muore un ragazzo di 18 anni sentiamo anche il peso di un tremendo fallimento: una comunità che non riesce a dare futuro ai propri figli, manca il suo primo obiettivo.

Ci stringiamo con tutto il nostro dolore intorno alla famiglia di Matteo, agli amici e alle amiche, come attivisti e come cittadini.

Salvaiciclisti-Bologna

Gruppo Ciclozenith

Consulta Comunale della Bicicletta

Sunrise Bikeride

Associazione Pedalalenta

Fiab Bologna – Monte Sole Bike Group

Jus Bologna – Aimanc

Comitato Piazza Verdi

Bologna Vivibile

L’Altra Babele

Legambiente Bologna

Il pedone ha sempre ragione!

Art. 40 Comma 11: “In corrispondenza degli attraversamenti pedonali i conducenti dei veicoli devono dare la precedenza ai pedoni che hanno iniziato l’attraversamento; analogo comportamento devono tenere i conducenti dei veicoli nei confronti dei ciclisti in corrispondenza degli attraversamenti ciclabili”.

Mercoledì 26 febbraio 2020, dalle 8 alle 9, ci troveremo all’attraversamento ciclopedonale di porta S. Vitale per un’azione dimostrativa: rivendicare il diritto di muoverci in sicurezza nella nostra città e per difendere quello spazio che dovrebbe essere a salvaguardia degli utenti più deboli della strada e che invece, sempre più spesso, diventa teatro di morti e feriti.

Nel 2018 a Bologna Metropolitana 16 persone a piedi sono state uccise da automobili, mentre 361 sono state ferite. La maggior parte di queste si trovavano sulle strisce pedonali. L’obbligo di dare la precedenza ai pedoni e ai ciclisti sugli attraversamenti ciclopedonali sembra essere la norma più disattesa di sempre.
Nel paese del paradosso, in cui il preteso diritto a non perdere nemmeno qualche secondo per cedere il passo vale meno della vita di una persona, vogliamo lanciare un messaggio chiaro e diretto: Il pedone ha sempre ragione.

Creeremo una catena umana per garantire l’attraversamento in sicurezza a pedoni e ciclisti. Scenderemo in strada per ricordare le tante vittime di un sistema che considera pedoni e ciclisti come scomodi ostacoli alla circolazione, anziché risorse per il cambiamento verso una mobilità più sostenibile, più sicura, più umana.

Ti aspettiamo mercoledì 26 alle 8:00 a porta San Vitale. Porta con te un cuscino, un cartello, un sorriso e tanta voglia di cambiare le cose!

Questa azione è ispirata al movimento dei Cuscinetti, persone che armate di un cuscino aiutano i pedoni a veder rispettato il proprio diritto ad attraversare la strada con piccoli flashmob che spontaneamente vengono organizzati in molte città italiane, come Roma e Modena.

I nostri report sui candidati alle regionali: per votare consapevolmente

In seguito al nostro appello #coraggioepazienza rivolto ai candidati e alle candidate alle elezioni regionali 2020, abbiamo incontrato candidati e candidate di diverse liste che hanno deciso di raccogliere il nostro invito, con l’impegno di farlo proprio.
Abbiamo deciso di condividere con voi i risultati di questi incontri in forma di breve report, strutturato in maniera analoga per ciascuno.

L’intenzione non è naturalmente quella di dare una indicazione di voto, rimaniamo un’associazione apartititca, indipendente e orientata all’impegno civico, ma di rendere note le posizioni dei candidati sui temi che ci interessano e orientare ciascun membro della nostra comunità a farsi una propria idea.

Come si vota e come si esprimere il voto disgiunto

Europa Verde / tutti i candidati in lista

Stati invitati dal gruppo “Europa Verde” a partecipare alla loro iniziativa elettorale per un confronto sui temi della mobilità sostenibile, in risposta al nostro appello.

Cosa abbiamo apprezzato: le tematiche, le parole chiave e lo spirito del programma portato dai Verdi è sicuramente incentrato sull’importanza della tutela ambientale e della riconversione ecologica dei trasporti e dell’industria e dell’agricoltura, tematiche che sono molto vicine ai nostri obiettivi sociali; molti candidati provengono da esperienze attive di green economy (come Pierpaolo Lanzarini Candidato, ex presidente di Campi Aperti), sono ricercatori e specialisti del contrasto al cambiamento climatico (come Vittorio Marletto), e soprattutto sono tutti utilizzatori quotidiani della bicicletta o del bici+treno, quindi hanno la giusta credibilità ed esperienza diretta come utenti di mobilità sostenibile.

Cosa non ci è piaciuto: l’età media dei candidati è alta, abbassata da poche eccezioni; ci sembra importante che una formazione politica sia in grado di promuovere attivamente un dialogo intergenerazionale, e pensiamo che questa formazione debba interrogarsi profondamente sulla propria incapacità di coinvolgere i giovani. Inoltre i Verdi hanno una storia come partito fatta di molti alti e bassi: bisognerebbe chiarire all’elettore in cosa la formazione attuale è diversa rispetto al partito storico, per i tanti che ne sono rimasti delusi, e in che cosa invece c’è continuità, rispetto a strategie politiche del presente.

Le nostre impressioni: i Verdi sono una formazione che a livello programmatico contiene tutti i temi centrali della tutela ambientale, ma vivendo un momento di rinnovamento della propria organizzazione interna, dovranno dimostrare di essere capaci di farsi valere politicamente nei confronti di un alleato forte, il PD, che ha troppo spesso mostrato pochissimo interesse alla questione ambientale e che sulla mobilità continua a investire troppe risorse pubbliche sulla mobilità privata.

Ilaria Bonaccorsi – Lista Bonaccini

Abbiamo incontrato in Sala Borsa Ilaria Bonaccorsi di Emilia Romagna Possibile, ravennate, ha vissuto a lungo a Roma e ora da due anni tornata a Bologna, editrice di Coconino Press.

Cosa abbiamo apprezzato: Ilaria si è dimostrata una portatrice sana dei valori che portiamo avanti come associazione, ciclista e ambientalista convinta, che utilizza la bici ogni giorno per spostarsi ed è anche una cicloturista. Ha sicuramente una sensibilità spiccata e una buona dose di intraprendenza politica.

Cosa non ci è piaciuto: non abbiamo avuto modo di verificare la sua preparazione nel concreto delle proposte politiche e delle strategie da mettere in campo a livello amministrativo per attuare cambiamenti concreti nelle politiche regionali sulla mobilità.

Le nostre impressioni: nonostante il tema sia ben presente sulla comunicazione di Possibile, quello di Ilaria non ci sembra un impegno strutturato sulle strategie per la riconversione ecologica delle economie e dei comportamenti. La sua collocazione all’interno della lista civica del Presidente Bonaccini, caratterizzata per temi molto lontani e poco recettivi al tema del cambiamento climatico, rischia di non trovare molto spazio politico.

Marcello Saltarelli – Volt

Abbiamo incontrato Marcello Saltarelli, candidato capolista di Volt, giovanissimo (27 anni) come il suo partito, nato due anni fa a livello europeo che si presenta per la prima volta in Emilia Romagna.

Quello che abbiamo apprezzato: Marcello si è dimostrato molto preparato sia nel merito delle politiche della mobilità sostenibile da praticare a livello regionale che sulle questioni generale che riguardano la sostenibilità su energie rinnovabili e salute pubblica. Il programma di Volt è fortemente incentrato sulla questione ambientale con un approccio pragmatico e trasversale alle questioni economiche e sociali, oltre che impegnato sul territorio con tante iniziative di ascolto della cittadinanza. 

Quello che non ci è piaciuto: le proposte di Volt relative alla mobilità sono orientate soprattutto alla mobilità elettrica e ai servizi condivisi, mentre non ci sono accenni specifici alla mobilità ciclistica e attiva. Inoltre la poca esperienza politica e amministrativa in un contesto grande e complesso come quello della Regione potrebbe non essere il giusto contesto per inaugurare un impegno amministrativo.

Le nostre impressioni: È davvero bella e travolgente la passione e la vitalità che contraddistingue il candidato Marcello Saltarelli: l’età media di questo giovane partito ne determina un approccio fortemente orientato al futuro, a soluzioni innovative e tecnologiche come risposta a molti bisogni emergenti e come strumento di lotta alle disuguaglianze. Il progetto politico di Volt è fortemente progressista e incentrato più sull’idea di crescita sostenibile che di decrescita, il che è un approccio molto discusso dagli scienziati della sostenibilità e rischia di rimanere molto legato a una visione “tecnocratica” della società.

Elly Schlein – Emilia Romagna Coraggiosa

Elly Schlein di Emilia Romagna Coraggiosa non ha potuto incontrarci, ma ha voluto comunque stabilire un dialogo con la nostra comunità sulla base del nostro appello commentandone le proposte in una lunga email dalle quali riportiamo la nostra riflessione.

Quello che abbiamo apprezzato: Elly ci ha fornito un resoconto molto ampio e particolareggiato sulle politiche regionali necessarie alla riduzione del traffico privato, delle emissioni climalteranti in favore di una maggiore trasporto pubblico e una maggiore ciclabilità urbana, sia dipingendo un quadro valoriale che condividiamo pienamente (ecologismo come piena espressione di giustizia sociale) sia entrando nel merito dei singoli provvedimenti, delle risorse economiche necessarie e delle strategie per reperirle, dimostrando di aver messo a fuoco a livello programmatico ogni singolo passo necessario al raggiungimento degli obiettivi prefissati, dando prova della sua esperienza politica pregressa in Europa.

Cosa non ci è piaciuto: il progetto politico di Emilia Romagna Coraggiosa, che ha trovato in Elly il suo simbolo e leader, si inserisce nella scia della estrema frammentazione a sinistra che ha già visto molte esperienze politiche analoghe sfumare in maniera deludente. 

Le nostre impressioni: Elly Schlein è una candidata credibile, puntuale e rigorosa nel citare le fonti e i provvedimenti legislativi, mostrando competenza politica, passione e consapevolezza delle sfide che la riconversione ecologica ci impone. Rimane da valutare se il progetto politico in cui è inserita avrà la longevità e la forza necessaria per rispondere in modo efficace alle promesse di una regione ecologista, progressista e femminista.

Antonio Mumolo – Partito Democratico

Antonio Mumolo, consigliere regionale uscente e candidato per un secondo mandato con il Partito Democratico, ha voluto incontrarci, purtroppo non siamo riusciti a fissare un appuntamento e ha risposto puntualmente alle nostre domande via email.

Cosa abbiamo apprezzato: Mumolo ha rendicontato numerose risoluzioni a favore della mobilità ciclistica e delle comunità solari realizzate per sua personale iniziativa nel precedente mandato, come quella per la ciclovia della via Emilia, per la rete regionale trasportistica e cicloturistica. Il candidato presenta quindi non solo una spiccata sensibilità sociale, con la sua esperienza da Avvocato di Strada, ma anche una solida capacità amministrativa e politica.

Cosa non ci è piaciuto: il partito che ha governato la Regione nel precedente mandato, del quale il candidato fa parte, si è dimostrato troppo pavido nell’imporre misure di limitazione delle emissioni e ha preso ancora molte iniziative infrastrutturali a esclusivo favore della mobilità privata, accompagnando misure positive, come la gratuità del TPL per gli abbonati al servizio ferroviario o gli incentivi per l’abbonamento annuale treno più bici, a misure molto pericolose per il futuro della nostra regione, come il Passante di Mezzo e opere analoghe in tutta la regione. 

Le nostre impressioni: Mumolo è sicuramente un candidato credibile e la sua precedente attività ne è una prova tangibile, così come la sua reattività al nostro appello. Rimane affidato alla sensibilità politica personale di ciascuno di noi valutare se la marginalità del tema all’interno del PD sia da considerarsi come invalidante rispetto alla fiducia nel suo futuro operato.

Uno spot indecente

Spett.le Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria

via Larga 15

20122 Milano (Italy)

Bologna, 13 gennaio 2020

Oggetto: Ritiro della campagna pubblicitaria autoveicolo Jeep per violazione del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale

Egregi signori,

con la presente chiediamo che la campagna pubblicitaria del prodotto autoveicolo “Jeep” del gruppo FCA, in forma di spot recentemente in onda sui canali televisivi nazionali e radio e ripresa sul web (ad esempio canale YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=XYX67N0oO9E ), con il titolo “Lonely Boy, Non tutti i genitori guidano una Jeep”, venga ritirata in quanto viola palesemente almeno due articoli del Codice di autodisciplina della comunicazione pubblicitaria.

A nostro giudizio il citato spot viola l’articolo 11. Lo spot ritrae un bambino portato a scuola in auto, tutto solo, mentre fuori nevica, nel viaggio vede i compagni giocare felici nella neve a palle di neve, e lui resta in auto, passivo, cantando triste “All By Myself”. In classe non c’è nessuno, perché apparentemente gli altri compagni, per la neve, non sono andati a scuola. Solo una compagna entra in classe, anche lei portata a scuola con un’altra Jeep, e compare la scritta “Non tutti i genitori guidano una Jeep”.

Il messaggio che passa è classista: i vostri figli impareranno ad essere orgogliosi a star solo con chi può permettersi grandi auto e costose, e quindi viola il comma dell’art. 11 che recita che la comunicazione commerciale non deve indurre a “ritenere che il mancato possesso del prodotto oggetto della comunicazione significhi inferiorità, oppure mancato assolvimento dei loro compiti da parte dei genitori”.

Per i sopracitati motivi il post viola anche l’articolo 14, in quanto è fortemente denigratorio.

Il messaggio radio è ancora più esplicito recitando una sorta di solidarietà ai bambini i cui genitori hanno una Jeep e che pertanto li possono portare a scuola nonostante la neve.

Inoltre il messaggio pubblicitario promuove stili di vita contrari alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità perché ostacola il raggiungimento dei livelli adeguati di attività fisica (almeno 30’ di attività fisica moderata al giorno) con possibili importanti ricadute sulla salute presente e futura dei bambini [WHO, Ending Childhood Obesity2016; Marzi I., Reimers AK. Children’s Independent Mobility: Current Knowledge, Future Directions, and Public Health Implications. International Journal of Environmental Research and Public Health. 2018;15:15]. 

Infine il mancato rilascio dell’autonomia su percorsi quotidiani più abituali, come quello casa-scuola, implicito nell’accompagnamento in auto, in questo caso addirittura forzato, influisce negativamente su vari ambiti dello sviluppo infantile quali la capacità di orientarsi all’interno di un ambiente, di costruire con esso legami di identità e responsabilità, di socializzare senza l’intermediazione di figure adulte, sulla costruzione dell’autostima e della fiducia in se stessi  [Rissotto A., Tonucci F., “Freedom of Movement and Environmental Knowledge in Elementary School Children”, Journal of Environmental Psychology, 22, 2002; Vercesi, M. La mobilità autonoma dei bambini: tra ricerca e interventi sul territorio, Angeli, Milano, 2008].

Tale idea appare particolarmente dannosa in un Paese come l’Italia in cui i livelli di autonomia negli spostamenti quotidiani dei bambini tra i 6 e gli 11 anni sono tra i più bassi a livello internazionale: in particolare quelli che vanno abitualmente a scuola da soli sono solo il 7%, rispetto al 23% degli inglesi e al 47% dei tedeschi [Shaw, B., Bicket M., Elliott B., Fagan-Watson B., Mocca E. Hillman M., Children’s Independent Mobility: an international comparison and recommendations for action, Policy Studies Institute/Westminster University, London, 2015].

Per tutti i suddetti motivi chiediamo che la campagna pubblicitaria citata venga censurata e ritirata.

Distinti saluti,

Salvaiciclisti-Bologna

Simona Larghetti

(Presidente)

VI CHIEDIAMO CORAGGIO E PAZIENZA

LETTERA APERTA AI CANDIDATI PER LE ELEZIONI REGIONALI ER 2020


Ormai è chiaro a tutti e tutte che i temi ambientali devono occupare il primo posto di qualunque agenda politica: è una questione di  salvaguardia della nostra specie e del mondo in cui viviamo.
Eppure le risposte della classe politica non sono state all’altezza della urgente richiesta che proviene a più voci dalla società civile. Assistiamo a lodi sperticate ai giovani dei Fridays for Future e contemporaneamente piena soddisfazione nell’inaugurare nuove infrastrutture nate già obsolete, figlie della retorica che incoraggia lo sviluppo “insostenibile” nel nome della crescita a discapito della salute e con un costo sociale e umano ancora troppo caro da pagare. 

Questa ipocrisia non può durare a lungo

Se vogliamo che anche i giovani che animano le strade e le piazze di questa Regione si ri-innamorino della politica dobbiamo dimostrarci capaci di avere a cuore il loro futuro. 

Troppo spesso è mancata a questa classe politica il coraggio di fare scelte che inducono un cambiamento delle abitudini di mobilità, di consumo, di stile di vita nel quotidiano, ed è mancata la pazienza di attendere risultati a medio e lungo termine, concentrandosi solo sul qui e ora. Le scelte per l’ambiente devono essere radicali senza pretendere obiettivi di breve periodo. Deve essere chiaro a tutti che la cura dell’ambiente non è un corollario alle politiche ma un elemento fondamentale per garantire la giustizia sociale

Cosa ci aspettiamo da chi dichiara di volersi impegnare per l’ambiente in Regione:

1 – Disincentivo dell’uso dell’auto privata: Basta con  infrastrutture destinate solo alla mobilità privata! Serve una maggior attenzione al trasporto pubblico anche nelle aree interne, dove i cittadini della Regione sono costretti all’uso dell’auto (montagna e campagna). Moltiplicare l’impegno sulla rete ferroviaria regionale anche in considerazione della nascita di Trenitalia-tper. Rendere gratuito il trasporto bici e incentivare l’acquisto di bici pieghevoli per favorire l’intermodalità. Migliorare gli accordi con le altre regioni per uniformare il servizio di mobilità interregionale 

2 – Un nuovo piano per la qualità dell’Aria che sia vincolante per i Comuni: dopo i deludenti risultati del PAIR, vogliamo  misure reali e concrete, non simboliche, non emergenziale ma di sistema, che abbiano un impatto profondo e duraturo sulla qualità dell’aria della nostra Regione. La salute dei cittadini e delle cittadine dell’Emilia Romagna è fortemente in pericolo, servono misure coraggiose.

3 – Realizzazione delle linee guida della ciclabilità della Regione Emilia Romagna: finanziare i Comuni che realizzano infrastrutture e servizi per la ciclabilità, completamento della rete ciclabile regionale, incentivi al cicloturismo e alla ricezione cicloturistica, mappatura, mantenimento e promozione dei percorsi cicloturistici

Come associazione abbiamo a cuore la mobilità urbana e l’ambiente e come comunità siamo massimamente interessati a contribuire con tutti coloro che vorranno impegnarsi nella la rivoluzione ecologica nel proprio ruolo di consigliere regionale.

Siamo quindi a disposizione di tutti i candidati e le candidate che vorranno approfondire con noi questi temi, nel rispetto dei nostri valori di antifascismo, solidarietà e antisessismo.

Il direttivo di Salvaiciclisti Bologna

Passiamocinmezzo! Pedalata di protesta

sabato 7 dicembre alle ore 10.30, ritrovo Piazza XX settembre

Sono passati più di due mesi dall’approvazione della dichiarazione d’emergenza climatica ed ecologica proposta da Extinction Rebellion in consiglio comunale e, a parte alcune promesse in itinere sulle assemblee cittadine, non c’è ancora stato niente che concretizzasse gli impegni sottoscritti nella dichiarazione. Il Comune non ha preso alcun provvedimento di rottura con il passato, anzi sembra determinato a volere andare avanti con progetti che rischiano addirittura di aggravare la crisi climatica ed ecologica. Per questo motivo è ritornato per noi il tempo di agire: lo faremo con una critical mass a tema Passante di mezzo, prevista sabato 7 dicembre alle ore 10.30, ritrovo Piazza XX settembre a Bologna. Sarà una critical mass, disobbediente, nonviolenta e colorata. 

A farlo non sarà un solo movimento, ma un movimento di movimenti: siamo diversi, ma abbiamo deciso di pedalare insieme perché sono identiche le energie che abbiamo messe in campo per resistere all’incedere, quasi ineluttabile, di un progresso economico fatto di speculazioni, che allontana ed emargina, mettendo a rischio non solo l’esistenza degli uomini, ma anche quella del nostro pianeta, così come lo conosciamo.

Ci ribelliamo ad un’opera anacronistica che riflette l’idea di città vetrina, da ammirare ma non da vivere. Crediamo che il futuro sia la mobilità sostenibile, all’insegna della neutralità di emissioni. Crediamo che il futuro sia tornare a vivere le periferie, rigenerando spazi esistenti e non costruendone di nuovi. Crediamo in un rapporto equilibrato tra uomo e natura. Vorremmo una città in cui le opere che promettono di aumentare i problemi e non di risolverli non siano neanche contemplate. Vorremmo una città in cui non sia considerato un lusso prendere una boccata di aria pulita. Vorremmo che i temi cruciali della città che riguardano la salute di tutt* vengano discussi tenendo in considerazione in primis le istanze dei cittadini. Vorremmo che le istituzioni fossero attente alle necessità del vivente e non a quelle dei grandi investitori. La biciclettata è disobbediente, ma noi confidiamo nella ragionevolezza delle forze dell’ordine. Durante il percorso le realtà che hanno organizzato questa biciclettata interverranno spiegando le ragioni specifiche della loro partecipazione. Durante il percorso cercheremo di interagire con la cittadinanza che subirà gli effetti della nostra azione e spiegheremo che di fronte a situazioni emergenziali le risposte devono essere immediate ed efficaci e che, se nessuno all’interno delle istituzioni è disposto a queste azioni, noi le pretenderemo, rispettando la convivenza pacifica, ma nelle forme più radicali possibili. Avremo strumenti musicali e la gioia nel cuore.

Per chi non avrà la possibilità di unirsi con una bicicletta all’azione ci sarà la possibilità di partecipare camminando oppure quella di affittare a prezzo calmierato (5 euro) una bicicletta per tutta la durata della marcia, grazie a Velostazione Dynamo. Per tutt* voi l’invito è a partecipare, portando macchine fotografiche per documentare una critical mass diversa che potrà avere un finale inaspettato.

Salvaiciclisti Bologna

Extinction Rebellion

Legambiente Bologna

Aria Pesa

Rigenerazione No Speculazione

Fridays for Future Bologna

Studenti per l’Ambiente

Amo Bologna

Labàs

Quale futuro per Dynamo? Terza assemblea cittadina

Che tu sia, come noi, un sognatore o una sognatrice, che tu abbia un’idea imprenditoriale sostenibile o rappresenti un’associazione o un movimento per la tutela dell’ambiente, ti aspettiamo per disegnare insieme il nuovo Dynamo, la casa dei ciclisti urbani!

A partire dall’Associazione Salvaiciclisti-Bologna e dalla cooperativa Dynamo, vogliamo ricostruire un grande progetto di comunità capace di coinvolgere tutta la città, con la bicicletta al centro.

Il 27 febbraio 2019 più di 100 persone, soci, volontari e simpatizzanti della Velostazione si sono ritrovati con la domanda: quale futuro per Dynamo? Il rinvio a data da destinarsi del cantiere che dovrebbe garantire la continuità del progetto, con impianto di riscaldamento e compartimentazione degli spazi, sembrava mettere in discussione la possibilità di continuare a stare aperti.

La notizia di questi giorni, però, è che, con un anno di ritardo rispetto alle previsioni, i lavori sono finalmente iniziati!
Ci attende un anno di convivenza con il cantiere, nel frattempo l’area eventi è chiusa e rimangono attivi i servizi bici.

Anche grazie al vostro sostegno con la campagna di crowdfunding #iostocondynamo, in questi mesi abbiamo provato a resistere e a mantenere il presidio a Dynamo. Ce l’abbiamo fatta grazie alla forza di tutta la comunità, quindi vogliamo continuare a condividere con voi questo percorso.

In questo periodo, ci sarà un bando del Comune per riassegnare lo spazio dopo la ristrutturazione: noi siamo intenzionati a continuare questa esperienza, ma vogliamo farlo insieme alla comunità, per ricostruire insieme un’idea e una pratica di Velostazione che prenda il meglio di quanto sperimentato in questi 4 anni, analizzi le criticità e proponga nuove funzioni e un diverso approccio al progetto.

Quali attività e quali modalità di gestione possono aiutarci a realizzare la Veloruzione a Bologna? Quali soggetti e quali mondi devono essere inclusi in questo progetto? Che fare delle attività sospese nel frattempo (come la ciclofficina popolare)?

Quale sarà il necessario equilibrio da trovare tra creazione di lavoro, sostenibilità economica e obiettivi sociali del progetto?

Ci vediamo per discuterne in un’assemblea aperta mercoledì 9 ottobre alle 20 al Cassero di Porta Galliera, Piazza XX Settembre 7

Una bici bianca per Asif

Vogliamo invitare tutta la comunità ciclistica e la società civile di Bologna a stringersi intorno al ricordo di Asif, 26 anni, morto mentre stava andando in bici al lavoro.

Ci troveremo martedì 8 ottobre 2019 alle 20 a Dynamo Velostazione per partire poi insieme in bicicletta fino al luogo dove Asif ha trovato la morte sabato 14 settembre alle 6 del mattino, in via di Cadriano, portando e posizionando lì una Ghost Bike, una bici dipinta di bianco per ricordare a tutti questo compagno morto due volte.

Asif è arrivato in Italia da irregolare, ospite di centri di accoglienza. Finalmente aveva trovato una casa e un lavoro, presso una delle cooperative di facchinaggio legate alla Granarolo. Andava a lavorare in bicicletta probabilmente per necessità, in una strada che pure a basso passaggio di veicoli, fa paura a molti di noi, perché i veicoli vanno molto veloci. Non ci sono strade secondarie per raggiungere gli stabilimenti di Granarolo in via di Cadriano, non ci sono piste ciclabili. Asif indossava una tuta catarifrangente, ma a cosa serve un dispositivo di sicurezza passiva se un automobilista procede ad alta velocità e non presta attenzione alla guida?

Troviamoci per non dimenticare e per tenere alta l’attenzione sul tema dei comportamenti in strada.

Vi aspettiamo tutti.