Sui Simo

È tempo di elezioni, se vuoi farti avanti, è il tuo momento!

Cosa succede?

Il Direttivo dell’Associazione sta finendo il suo mandato! Ogni 2 anni l’assemblea dei soci e delle socie elegge, a garanzia di una struttura democratica e rappresentativa, il proprio direttivo, composto di 7 persone elette. Il 27 gennaio 2021 voteremo per il nuovo direttivo.

A cosa serve un direttivo?

Il direttivo, su mandato dei soci e delle socie che lo hanno eletto, delibera e organizza le attività dell’associazione, fa scelte strategiche e orienta le posizioni politiche dell’Associazione, decide sull’adesione ad iniziative di altre organizzazioni della città, raccoglie e condivide le proposte dei soci. 

Qual è l’impegno?

Per l’attività associativa si richiede una riunione di coordinamento ogni primo mercoledì del mese. Per ogni attività associativa viene identificato un referente all’interno del Direttivo, a seconda dei propri interessi e predisposizioni, che faccia di riferimento per i soci, ovviamente supportato dai volontari.

I membri del direttivo sono anche parte del gruppo di governance collettiva con i soci lavoratori della cooperativa Dynamo, ciascuno nel gruppo di lavoro che gli interessa di più (comunicazione, advocacy, progetti sociali, eventi e bar, area bici, comunicazione interna, turismo). Questo secondo organo, informale, si riunisce periodicamente, a seconda delle esigenze.

Candidati!

Se vuoi essere più attivo o attiva all’interno dell’Associazione, se vuoi aiutarci a garantire partecipazione e condivisione delle decisioni, se vuoi rendere Bologna una città ciclabile e partecipare in prima linea al cambiamento, candidati!
Scrivi a [email protected] con una tua breve presentazione di qualche riga, chi sei e perché vuoi candidarti, entro il 30 dicembre 2020.

Con i rider, contro lo sfruttamento

Le associazioni cicloambientaliste sostengono lo sciopero indetto il 30 ottobre

La rete RiderXiDiritti convoca una giornata di sciopero per venerdì 30 ottobre contro l’accordo truffa siglato tra Assodelivery (che raggruppa Deliveroo, Uber Eats, Glovo e Just Eat) e il sindacato di comodo UGL. La rete delle associazioni cicloambientaliste italiane sostiene lo sciopero e invita tutti i consumatori a sospendere lo ordinazioni di cibo a domicilio su queste piattaforme nella giornata di venerdì 30 ottobre. Grazie a multinazionali senza scrupoli, la bicicletta, da strumento di libertà e riduzione dell’impatto ambientale è diventata uno strumento di sfruttamento dei lavoratori.

L’oggetto del contendere è l’applicazione del contratto truffa” siglato tra Assodelivery e UGL (l’erede del braccio sindacale del MSI) e contestato dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, nonché dalle Union dei fattorini stessi. Al di là del difetto di rappresentanza, riconosciuto persino dal Ministero del Lavoro, è evidente l’intento di aggirare la legge 128/2019, bloccando l’introduzione di una paga oraria in linea con i livelli salariali stabiliti dai contratti nazionali della logistica e mantenendo il cottimo. La legge sarebbe entrata in vigore proprio il primo novembre; in questi giorni migliaia di fattorini in tutta Italia si trovano davanti al ricatto di rescindere il precedente contratto e firmare il contratto truffa, o perdere il lavoro.

Il Commissariamento di Uber Italia ha già svelato uno scenario che i ciclofattorini denunciano da tempo: un sistema di vero e proprio capolarato che approfitta dello stato di bisogno dei lavoratori per imporre condizioni di lavoro umilianti. L’invito è dunque per i fattorini a incrociare le braccia venerdì 30 ottobre, e a chi usa i servizi di consegna a domicilio di solidarizzare boicottando le piattaforme aderenti ad Assodelivery.

Centro Sociale Bruno, Trento
Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno
Salvaiciclisti Bologna A.p.s.
Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna
Italian Cycling Embassy
Milano Bicycle Coalition
Famiglie Senz’Auto
Salvaiciclisti Roma A.p.s.
FIAB Trento – Amici della Bicicletta
Kyoto Club
Alleanza Mobilità Dolce
Bikeitalia.it
Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico, Torino
Legambiente Onlus
Rete Vivinstrada
Bike4City A.p.s.
Fondazione Michele Scarponi Onlus
Ecoborgo Campidoglio, Torino
Associazione hub.MAT, Olbia
Associazione Efesta, Bologna
Ciclofficina Làbike, Bologna

Manifestazione per una rivoluzione ambientale a Bologna

Sabato 17 ottobre 2020 – h 16 Piazza XX Settembre

Dalla grande assemblea del 13 settembre che si è svolta a Vicolo Bolognetti è emersa la necessità di riaprire una stagione di lotte ambientali in città, attraverso un percorso aperto, ampio, democratico, promosso dai comitati e le realtà cittadine assieme a tante e tanti singoli. Un anno fa il Comune di Bologna ha dichiarato l’emergenza climatica ed ecologica, ma all’atto pratico troppo decisioni prese dal Comune su urbanistica e infrastrutture vanno in direzione diametralmente opposta. È tempo di scendere in Piazza per una rivoluzione ambientale a Bologna!

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L’assemblea ha individuato 5 punti di partenza per affermare una reale svolta ecologica:

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BASTA SPECULAZIONE E CONSUMO DI SUOLO: VOGLIAMO UN P.U.G. ADEGUATO!
Dal bosco urbano ai Prati di Caprara, passando per le ex caserme di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti fino alla costruzione di nuovi distributori di carburante (su suolo agricolo coltivato nonché di pregio paesaggistico) sono troppi i progetti che provano a sottrarre, privatizzare e sfruttare i beni comuni. Il P.U.G. che sarà discusso prossimamente in Consiglio Comunale, nonostante le sbandierate premesse green, prosegue invece una logica estrattivista e speculativa, assumendo e incorporando le previsioni dei vecchi e inadeguati strumenti urbanistici come il P.O.C. del 2016. No al taglio di centinaia di alberi, no a nuove colate di cemento, no alla costruzione di migliaia di appartamenti e altri inutili centri commerciali: sì alla tutela del verde esistente e ad un percorso che porti finalmente restituire alla città le aree dismesse!

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NO AL PASSANTE E ALL’ALLARGAMENTO DELLA TANGENZIALE
Portare 180.000 auto al giorno alle porte di Bologna, in una città fortemente inquinata che sfora fino a 5 volte i livelli guardia dei PM10, è un’idea anacronistica e devastante. Inoltre, farlo senza nemmeno aver fatto una seria valutazione di impatto ambientale (non essendoci sulla tangenziale centraline adeguate per l’analisi dell’aria) è un vero e proprio crimine. Abbiamo bisogno di ridurre le emissioni e il traffico veicolare, favorire la mobilità sostenibile, non di consumare (espropriando), decine di ettari di terreni. Vogliamo l’immediato stop a questa grande e dannosa opera per poter investire il miliardo di euro stimato per la realizzazione del Passante in una direzione etica e sostenibile, riducendo le emissioni di CO2.

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RIDUCIAMO L’AEROPORTO MARCONI E STOP AL PEOPLE MOVER PER UNA MOBILITÀ PUBBLICA GRATUITA E SOSTENIBILE
La diffusione del Covid-19 ha messo in ginocchio un modello di turismo mordi e fuggi che ha radicalmente cambiato il volto nella città negli ultimi anni. Nel dicembre 2019 il Marconi aveva superato il traguardo dei 9 milioni di passeggeri annui, dato in crescita del 9% rispetto all’anno precedente e in costante aumento dal 2009, raggiungendo i 314 voli a settimana. Oggi queste cifre sono un lontano ricordo di un sistema insostenibile che ha gentrificato la città a scapito della vivibilità urbana, del diritto alla casa e della salute dei cittadini che abitano nei quartieri presso l’aeroporto (Pescarola e Borgo Panigale), costretti per anni ad un escalation di emissioni di sostanze inquinanti e di rumori insopportabili. Occorre ripensare il ruolo di un aeroporto che si trova a pochi km dal centro cittadino, cominciando innanzitutto con il blocco della pantomima del People Mover, un’opera da 125 milioni, già vecchia e inutile dal punto di vista progettuale e che rappresenta una delle peggiori voragini di danaro mal investito dagli enti pubblici. Vogliamo investimenti per la gratuità del trasporto pubblico locale e il completamento del Sistema Ferroviario Metropolitano!

📌

RIVENDICHIAMO LA SOVRANITÀ ALIMENTARE

La ‘city of food’ è stata duramente colpita dalla pandemia, la “disneyland del cibo” FICO si è rivelata una fallimentare cattedrale nel deserto e lo scontro tra un modello di filiera corta e la grande distribuzione organizzata si è rivelato impari nel periodo del lockdown. Mentre i supermercati sembravano l’unico luogo “sociale” accessibile, nonostante gli scaffali dei beni di prima necessità fossero vuoti, tantissimi piccoli produttori locali che ogni settimana animano i mercati rionali e le piazze della nostra città hanno dovuto attendere mesi prima di poter tornare a svolgere il proprio ruolo di garanti della sovranità alimentare. Quando parliamo di salute, parliamo di alimentazione sana, quando parliamo di ambiente, parliamo di un modello di produzione e di distribuzione etica che rispetta il pianeta terra, la terra, il suolo, l’aria e l’acqua come beni comuni. Ne abbiamo abbastanza dell’inutile proliferazione dei supermercati, vogliamo spazi solidali di scambio, chiediamo più mercati rionali.

📌

 IL RECOVERY FUND COME OPPORTUNITÀ DI INVESTIRE IN UN CAMBIO DI ROTTA
La pioggia di miliardi che arriverà dall’Unione Europea per far fronte alla crisi non può essere utilizzata per accelerare il ritorno al mondo pre-pandemico. Il Pianeta e il nostro territorio non hanno bisogno di ulteriori annunci spot e progetti di green washing, ma di azioni concrete in netta discontinuità. Alle idee come quelle di stoccare la CO2 sotto il mare di Ravenna, vendute dalla Regione Emilia Romagna ed ENI come una grande innovazione, dobbiamo contrapporre un reale percorso partecipato per decidere dal basso e democraticamente come utilizzare una parte del Recovery Fund per rendere la nostra città (e la nostra Regione) più vivibile e sostenibile, riducendo l’inquinamento e le emissioni senza nasconderle sotto il tappeto.Per questi motivi e altri che possiamo analizzare insieme a [email protected] coloro che vogliono prendere parte a questo percorso ci vediamo sabato 17 ottobre alle ore 16.00 in Piazza XX Settembre per una grande manifestazione ambientalista! Mostra meno

Gli aderenti:

Ex Caserma Mazzoni Bene Comune

CampiAperti – Associazione per la Sovranità Alimentare

UTR Ecologia Politica Bologna

Vogliamo PANE, non OIL

Làbas

Salvaiciclisti Bologna

Legambiente Bologna

Aria Pesa

Legambiente Bologna

Extinction Rebellion Bologna

Rigenerazione NO Speculazione

Fridays For Future – Bologna

AMO Bologna

Camilla: emporio di comunità

Staffetta podistica e ciclistica per le vittime della Uno Bianca

13 Ottobre 2020 – luoghi vari

La Banda della Uno Bianca causò, in soli 7 anni, 24 morti e 102 feriti.

La staffetta “Vittime della Uno Bianca” organizzata dalla Podistica Progresso di Castel Maggiore, dallo scorso anno è  BICI-STAFFETTA.
Perché questa scelta proprio adesso, a distanza di anni dai tragici fatti?
Perché abbiamo pensato di dare il nostro contributo per ricordare, dando più voce agli amici dell’Associazione Vittime della Uno Bianca, facendo volare le loro parole: “Ricordare è necessario per riflettere con le nuove generazioni sul significato di giustizia.” (Alberto Capolungo – Vice-Presidente).

Da una ciclo-idea di #salvaiciclisti Bologna e con la preziosa collaborazione di Fiab Bologna – Monte Sole Bike Group saremo al fianco dei famigliari delle vittime PER RICORDARE E NON DIMENTICARE.


Puoi  inserirti a piacimento durante il percorso, all’orario e al ritrovo che ti fa più comodo e puoi lasciare la compagnia quando vuoi, senza dimenticare però l’alto senso civico dell’evento.

  1. Ore 08,00 Cerimonia Cippo Cataldo Stasi e Umberto Erriu, dietro Coop Via Gramsci Castel Maggiore.
  2. Ore 08,35 Caserma Montezemolo Via Rimembranza, 1 Castel Maggiore
  3. Ore 09,00 Cerimonia Cippo Luigi Pasqui, Stazione Esso Via Galliera 25 Castel Maggiore.
  4. Ore 09,25 Cerimonia Cippo Adolfo Alessandri, dietro Coop Corticella Via Goethe, 9 Bologna
  5. Ore 09,55 Cerimonia Cippo Paride Pedini, Via dell’ Artigiano Trebbo di Reno
  6. Ore 10,35 Cerimonia Cippo Primo Zecchi, Via Zanardi 328 Bologna
  7. Ore 11,50 Cerimonia Cippo Massimiliano Valenti, Via Morazzo presso Villa Bernaroli a Borgo Panigale
  8. Ore 12,30 Cerimonia Cippo Carlo Beccari, Via Marconi Casalecchio di Reno (BO), presso Coop.
    Ore 13,00 Sosta Ristoro
  9. Ore 14,35 Cerimonia Cippo Mitilini, Moneta e Stefanini, Via Casini (Bologna) Pilastro
  10. Ore 15,00 Cerimonia Conclusiva al cippo “Vittime Uno Bianca” Viale Lenin (Bologna).

Biciliberatutte: pedalata cittadina e solidale

Martedì 29 settembre

h 18 Piazza XX Settembre

Una pedalata aperta a tutt*, bambini, famiglie, amici, per ritrovare insieme il piacere e la libertà di appropriarsi della città e delle sue strade e per festeggiare Bologna, città inclusiva e solidale, con le nuove cittadine e pedalatrici del progetto Biciliberatutte.

Dopo la lunga reclusione che ha visto tutti impegnati nel combattere la diffusione del Covid-19, rinunciando non solo a spostarsi per necessità ma anche per piacere, invitiamo la città a ritrovarsi in un momento di aggregazione, festeggiando e mostrando gratitudine alla comunità cittadina, che in questi mesi ha messo a dura prova i propri anticorpi reali e metaforici.

La pedalata sarà l’evento conclusivo del progetto Biciliberatutte, finanziato dal Comune di Bologna con i fondi PON-Metro e realizzato con Cospe Onlus, in cui 20 donne migranti hanno imparato a pedalare e ricevuto una bici gratuitamente. Con questa pedalata vorremmo accompagnare queste donne simbolicamente verso il loro cammino di autonomia e indipendenza, far sentire loro che con la bici non hanno guadagnato solo un mezzo di spostamento, ma un’intera comunità che pedala con loro!

Bici cercasi per nuove cittadine!

Hai una vecchia bicicletta che non utilizzi più e vuoi liberartene? Affidala a noi per regalare libertà di movimento a chi ne ha più bisogno!

In seguito l’emergenza Covid 19 non possiamo più ignorare tutto ciò che riguarda la salute e il bene della nostra città, soprattutto ora che la comunità scientifica ha stabilito una relazione tra inquinamento e diffusione della pandemia. Ora possiamo fare delle scelte per la nostra salute e per la salute di tutti/e. Una di queste scelte è quella di muoversi in bici nella nostra vita di tutti i giorni.

Purtroppo non tutte le persone hanno la stessa possibilità di accedere a questo modo di spostarsi: specialmente tra le nuove cittadine, donne migranti o donne in condizione di fragilità sociale, in molte non hanno la possibilità di avere una propria bicicletta, o addirittura non hanno mai imparato ad andare in bicicletta.

Per questo abbiamo attivato il percorso Biciliberatutte, per insegnare ad andare in bici a 20 donne migranti, grazie al contributo dei fondi PON della Città Metropolitana di Bologna nell’Ambito del progetto “Abitare la città”, in collaborazione con Cospe ONlus, Mondo DOnna, Das e Porto 15.

Al termine del percorso, vogliamo fornire a ogni beneficiaria una bicicletta funzionante, marchiata e accessoriata: per questo le volontarie e i volontari della nostra ciclofficina popolare stanno mettendo a nuovo tutte le biciclette usate che negli ultimi mesi ci avete donato, affidandole a Dynamo.

ABBIAMO BISOGNO DI ALTRE BICI!

Se hai una bici che non utilizzi (specialmente se con canna bassa e ruote 26 o 24), ancora in buone condizioni anche se non perfettamente funzionante, portala a Dynamo! La affideremo alla nostra ciclofficina per darle una nuova vita e destinarla alle beneficiarie di Biciliberatutte!

Dynamo è aperto ogni giorno dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 20, o il sabato dalle 9 alle 20.

Per informazioni scrivi alla responsabile dell’officina: [email protected]

Prendi una mascherina lavabile e sostienici!

ANCHE DA SOTTO LA MASCHERINA, FAI SENTIRE LA TUA VOCE!

Ti muovi in bici e pensi che Bologna sia ancora poco bikefriendly? Sogni una città a misura di persone? Vorresti che l’ambiente e la salute siano temi centrali del dibattito cittadino?

Se hai risposto sì a tutte queste domande, significa che hai compreso la portata storica del momento che stiamo vivendo e l’occasione che questa terribile epidemia mondiale ha offerto al mondo per ripensare i propri schemi e le proprie abitudini.

Mai come in questo momento un’associazione come la nostra, che dalla sua nascita lavora per diffondere stili di vita sostienili e per creare una città più democratica e vivibile, ha bisogno di sostegno per far sentire ancora di più la sua, la nostra, la tua voce.

Da oggi c’è un modo nuovo per sostenerci: acquistando le nostre nuovissime e super cool mascherine lavabili di Animali Anomali*.

Le trovi al desk della Velostazione Dynamo Bologn, aperto ogni giorno dalle 7 alle 20 (lun-ven, sabato dalle 9 alle 20) in via Indipendenza 71/z.

Le puoi avere con un’offerta minima consapevole di 7 euro (prezzo di costo): ogni euro in più che sceglierai di dare sosterrà le nostre attività associative.

NON SONO BELLISSIME?!

E se vuoi darci un supporto più continuativo, diventa socio/a di Salvaiciclisti e aiutaci a realizzare la città e il mondo che sogni anche tu: https://soci.salvaiciclisti.bologna.it/ (costo tessera annuale 10 euro, pagabile anche con PayPal).

* La mascherina non è un presidio medico-chirurgico, è da considerarsi solo come prima barriera alla nebulosa.
Può essere utilizzata in ambito personale e lavorativo purché sia possibile mantenere le distanze minime previste.
La mascherina è classificata come filtrante e utilizzabile in ambito personale e lavorativo purché sia possibile mantenere le distanze di sicurezza previste dall’attuale normativa.
Non è un dispositivo medico. Come tutte le mascherine NON protegge da sola da un contatto prolungato con pazienti positivi da COVID19: per una protezione totale sono necessarie protezioni FFP2 o FFP3, protezioni per gli occhi, guanti, distanza e tutte le accortezze necessarie.

La sicurezza delle strade prima di tutto

Comunicazione urgente del Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti italiani relativa alla mobilità sostenibile e agli interventi per la mobilità ciclistica –

Governo, Parlamento e ANCI inseriscano doppio senso ciclabile, strade scolastiche e fondi per le corsie emergenziali nella conversione in legge del “Decreto Rilancio”

28 maggio 2020

Il cosiddetto Decreto Rilancio varato dal Governo, che il Parlamento si appresta a convertire in legge, ha introdotto importanti provvedimenti per aumentare la mobilità ciclabile in ambito urbano. Oltre agli incentivi economici, sono state previste corsie ciclabili in semplice segnaletica e case avanzate agli incroci: seppur parziali, sono misure importanti per favorire l’uso in sicurezza di biciclette e monopattini nelle città italiane, che da sempre figurano tra le richieste delle Associazioni e Movimenti riuniti in questo Coordinamento.

Ci rivolgiamo con forza al Governo, al Parlamento e ad ANCI per chiedere che nella conversione del decreto in legge il pacchetto di modifiche urgenti al Codice della Strada sia completato con altre due norme, a costo zero ma dall’enorme beneficio per la mobilità e la sicurezza di pedoni e ciclisti urbani: il “doppio senso ciclabile” e le “strade scolastiche”. Esse sono fondamentali per consentire ai Sindaci di dare strade sicure e accoglienti alle due ruote nelle città, di gestire l’entrata e uscita degli alunni a scuola col ritorno in aula a settembre e così di evitare un boom di traffico e smog offrendo reali alternative all’auto.

1) Il “doppio senso ciclabile”, cioè la possibilità per le bici di percorrere in entrambe le direzioni strade invece a senso unico per i veicoli a motore, è già in vigore in molti Paesi europei ed è indispensabile per rendere più diretti e veloci gli spostamenti in bicicletta nei centri storici e nelle zone 30 km/h, evitando allungamenti insensati di percorso. Questa misura, da applicare in vie a bassa velocità e ridotto traffico, è sicura perché garantisce reciproco contatto visivo tra chi va in bici e chi guida un’auto: al di là delle percezioni, lo confermano tutte le esperienze europee e anche italiane (l’intero centro di Reggio Emilia è a doppio senso per le bici dal 2008), dove non risulta nessun aumento di incidenti.

2) Per “strade o zone scolastiche” si intende invece l’istituzione di un perimetro di salvaguardia attorno agli istituti scolastici in concomitanza con l’ingresso e l’uscita degli allievi, all’interno del quale sia interdetto il traffico motorizzato e il parcheggio, prioritariamente con isole pedonali anche temporanee. Il risultato è un ambiente urbano più salubre e più sicuro per gli allievi, che proprio in età giovanile sono più vulnerabili agli inquinanti e più a rischio di essere travolti dalle macchine (perfino a volte nelle manovre di carico e scarico dei loro stessi genitori).


3) Da ultimo, chiediamo che nella conversione in legge sia aumentato, dagli attuali 20 a 200 milioni, il fondo istituito dal “decreto clima” per finanziare progetti di corsie preferenziali e ora esteso anche a piste ciclabili, e che sia aperto a tutti i Comuni ai quali si applica il “bonus mobilità” per l’anno 2020. C’è bisogno di almeno dieci volte tanto le risorse stanziate, infatti, per realizzare con urgenza, quest’estate, le corsie ciclabili d’emergenza e tentare di reggere l’onda d’urto della ripresa completa della fase 3 a settembre, a partire dalle grandi città dove il trasporto pubblico subirà una forte riduzione di passeggeri e c’è il più alto rischio di ricorso massiccio all’uso del mezzo privato in assenza di altre opportunità di spostamento.

Coordinamento
Associazioni e Movimenti
Cicloattivisti e Ambientalisti

Alleanza Mobilità Dolce
Bike4city A.p.s.
Bikeitalia.it
Bike to school
Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento
Cittadini per l’aria Onlus
Comitato Torino Respira
Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico della città di Torino
Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna
Ecoborgo Campidoglio – Torino
FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta
Fridays For Future – Milano
Fridays For Future – Como
Famiglie senz’auto
Fondazione Michele Scarponi Onlus
Genitori Antismog
Associazione hub.MAT – Olbia
Italian Cycling Embassy
Legambici – Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS
Legambiente Onlus
Milano Bicycle Coalition ASD
Napoli Pedala
Kyoto Club
Rete Vivinstrada – Associazioni per la cultura e prevenzione stradale
Salvaiciclisti Roma A.p.s.
Salvaiciclisti Bologna A.p.s.

Il MIT ritiri le “Linee guida sperimentali per la mobilità ciclabile”

un insensato bastone fra le ruote per l’uso della bicicletta nelle città

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha inserito nel DL Rilancio alcune proposte che come ciclisti italiani abbiamo avuto occasione di vedere e discutere. Tra queste, alcune modifiche del Codice della Strada che seppur parzialmente vanno nella direzione di favorire lo sviluppo della ciclabilità nelle città italiane.

Nel frattempo, senza che nessuna delle associazioni che sottoscrivono questo comunicato fossero state informate o coinvolte, è emersa una bozza di documento del “Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari personali e il personale” contenente “Linee guida sperimentali per lo sviluppo della mobilità ciclabile”.

Tale documento, inviato all’ANCI, contiene valutazioni sull’applicazione di alcune norme del Codice della Strada che non sono condivisibili in quanto producono il perdurare di una condizione di pericolo per i ciclisti sulle strade delle città italiane. Oggi la condizione delle strade delle città italiane, conformata alle norme vigenti del Codice della Strada, è molto pericolosa per i ciclisti, come dimostrano i dati sull’incidentalità e i ciclisti feriti e morti. 

Noi chiediamo nuove norme, alcune delle quali previste del decreto approvato dal Governo, già adottate e sperimentate in tutti i paesi europei con condizioni di sicurezza stradale migliori di quelle italiane. Queste norme hanno già dato prova di migliorare la sicurezza stradale oltre che la ciclabilità delle città. Le “linee guida” proposte ora dal Ministero ne limitano la portata e applicabilità, mantenendo l’attuale situazione di pericolo sulle strade.

Questo non è accettabile.

Senza mettere in discussione la competenza e le giuste preoccupazioni del Ministero, chiediamo che:

1. Le linee guida siano ritirate;

2. siano approvate le norme già contenute nel decreto, aggiungendo in sede di conversione anche il “doppio senso ciclabile”, l’uso delle corsie bus da parte delle biciclette e le strade scolastiche;

3. il Ministero avvii con Anci una sperimentazione che verifichi l’efficacia in termini di sicurezza di tali norme, utilizzando come prova di efficacia gli interventi che faranno i Comuni, appoggiandosi quindi ad all’esperienza dei Comuni che già hanno un elevato livello di ciclabilità e una tradizione progettuale avanzata;

4. solo alla fine della sperimentazione si prevedano, se necessario, delle linee guida che integrino la norma primaria.

Un esempio di Casa Avanzata per le biciclette realizzata dall’Amministrazione di Torino. Le linee guida del MIT restringeranno di molto l’applicabilità di questa e altre soluzioni per la sicurezza.

Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti

Alleanza Mobilità Dolce

Bike4city A.p.s.

Bikeitalia.it

Bike to school

Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento

Cittadini per l’aria Onlus

Comitato Torino Respira

Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico della città di Torino

Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna

Ecoborgo Campidoglio – Torino

FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta

Fridays For Future – Milano

Fridays For Future – Como

Famiglie senz’auto

Fondazione Michele Scarponi Onlus

Genitori Antismog

Associazione hub.MAT – Olbia

Italian Cycling Embassy

Legambici – Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS

Legambiente Onlus

Milano Bicycle Coalition ASD

Napoli Pedala

Kyoto Club

Rete Vivinstrada – Associazioni per la cultura e prevenzione stradale

Salvaiciclisti Roma A.p.s. 

Salvaiciclisti Bologna A.p.s.

Cancellato l’articolo mobilità sostenibile dal decreto maggio

La mobilità è priorità

Inaccettabile lo stralcio delle misure in favore della mobilità sostenibile.

Nell’ultima bozza del “Decreto Rilancio” risulta barrato l’intero articolo a favore della mobilità sostenibile, essenziale per garantire la sicurezza e la salute in questa fase di transizione.

Mentre il resto d’Europa punta sulla mobilità sostenibile in maniera decisa e stanzia fondi ingenti per la messa in sicurezza di pedoni e ciclisti, il DL Rilancio assume l’approccio inverso: niente più bike lane, niente più linee di arresto protette agli incroci e i mobility manager di enti e aziende restano le figure ininfluenti come sono tuttora. Misure queste già al ribasso rispetto alle aspettative di associazioni e movimenti del settore, che chiedevano e confermano la necessità di introdurre subito nel Codice della Strada anche le norme del doppio senso ciclabile e delle corsie condivise bus+bici.

Le principali Città Metropolitane, che maggiormente hanno sofferto per l’epidemia e stanno affrontando la crisi del trasporto pubblico (Roma, Torino, Milano, Bologna, Napoli), stanno procedendo speditamente – anche sulla base delle promesse del Governo – alla costruzione della rete ciclabile d’emergenza, si trovano sole di fronte all’emergenza ad affrontare il clamoroso voltafaccia del Governo in tema mobilità.

Se, di tutte le roboanti promesse, alla fine rimarrà soloun incentivo all’acquisto di biciclette e monopattini, come sembra dalle indiscrezioni che leggiamo sui giornali, e delle inaccettabili “linee guida sperimentali per la mobilità ciclabile” spacciate dal Ministero come soluzione ma che addirittura mettono fuori legge gli interventi stradali per le bici che i Comuni realizzano già da tempo, avremo assistito all’ennesima presa in giro di chi chiede ai cittadini di spostarsi in bici ma non dà il quadro normativo e le risorse necessarie a farlo per davvero.

Il messaggio del Governo appare chiaro più che mai: 

andate a piedi, in bicicletta e usate la micromobilità, ma fatelo a vostro rischio e pericolo.

Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti

Alleanza Mobilità Dolce

Bike4city A.p.s.

Bikeitalia.it

Bike to school

Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento

Cittadini per l’aria Onlus

Comitato Torino Respira

Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico della città di Torino

Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna

Ecoborgo Campidoglio – Torino

FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta

Fridays For Future – Milano

Fridays For Future – Como

Famiglie senz’auto

Fondazione Michele Scarponi Onlus

Genitori Antismog

Associazione hub.MAT – Olbia

Italian Cycling Embassy

Legambici – Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS

Legambiente Onlus

Milano Bicycle Coalition ASD

Napoli Pedala

Kyoto Club

Rete Vivinstrada – Associazioni per la cultura e prevenzione stradale

Salvaiciclisti Roma A.p.s. 

Salvaiciclisti Bologna A.p.s.