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Lettera al Governo: fermare i ciclomeccanici significa non garantire a tutti diritto di spostarsi in sicurezza

Secondo la classificazione ATECO delle attività chi ripara biciclette è considerato “attività non essenziale” perché attinente a chi ripara attrezzatura da campeggio e articoli sportivi. Nel mondo reale però la bicicletta un mezzo di trasporto, a volte l’unico, essenziale per andare al lavoro, fare la spesa, andare dal medico, un mezzo di trasporto per cui la manutenzione è necessaria. Tra questi ci sono anche medici e infermieri, che ci scrivono preoccupati in queste ore: “come farò a raggiungere l’ospedale se avrò un problema meccanico nei prossimi giorni, anche una semplice foratura? Sarò costretto a prendere i mezzi pubblici, aumentando il rischio di contagio per me stesso e per gli altri”. 
Per molti altri ancora la bicicletta è persino uno strumento di lavoro, per esempio per i numerosissimi ciclofattorini che ci portano a casa i pasti a domicilio o ai corrieri sui quali si sono riversate tutte le richieste di spesa a domicilio. Tralasciare dall’assistenza meccanica queste categorie di lavoratori, già vessate dall’assenza di tutele assicurative e sindacali, è una grave dimenticanza, e significa rendere complessa una situazione già durissima per tutta la società civile, specialmente nelle città, dove la bicicletta rappresenta per molti una risorsa imprescindibile.

Per queste ragioni, congiuntamente con 10 associazioni di tutela dei ciclisti urbani provenienti da tutta Italia abbiamo inviato ai Ministri competenti la lettera che alleghiamo a questo comunicato.

Egr. On.le Stefano PATUANELLI
Ministro dello Sviluppo Economico
[email protected]
[email protected]
e p.c.


Egr. On.le Roberto Gualtieri
Ministro dell’Economia e delle Finanze
[email protected]

Gent.le On.le Nunzia Catalfo
Ministro del Lavoro e della Politiche Sociali
[email protected]


Oggetto: richiesta di riconoscimento delle attività di riparazione di biciclette quali servizi essenziali esonerati dall’obbligo di chiusura, ed inserimento del rispettivo codice Ateco 95.29.02, relativamente alla suddetta attività, nell’allegato 1 al D.P.C.M. del 22 marzo 2020.


Le su intestate Associazioni sono qui a rappresentare quanto segue.
 Il D.P.C.M. del 22 marzo 2020, pubblicato in GU Serie Generale n.76 del 22-03-2020, rubricato “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6”, reca misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale,

 All’art. 1 comma 1 lett. a) è stabilito che “sono sospese tutte le attività produttive industriali e
commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto”;

 Nell’elenco delle attività ritenute essenziali, di cui all’allegato 1 del predetto DPCM del 22 marzo 2020, sono riportati i codici ATECO relativi alla manutenzione e riparazione, nonché commercio, di parti ed accessori di autoveicoli e motocicli, mentre non è inserito il codice Ateco 95.29.02 relativo riparazione delle biciclette;


 Detta esclusione dall’elenco delle attività essenziali appare profondamente discriminatorio per un’ampia parte della popolazione che ha scelto la bicicletta quale unico o prevalente mezzo di trasporto per tutte le proprie attività quotidiane, come andare a lavoro e/o svolgere
le proprie attività necessarie previste dal decreto;
 L’intera categoria dei corrieri in bicicletta ad esempio, che utilizzano la bicicletta come strumento di lavoro, risulta danneggiata da questa esclusione, in quanto nell’ipotesi di rottura del mezzo o bisogno di manutenere lo stesso, si trova nell’impossibilità di provvedere alla sua riparazione;
 Vista l’esclusione in commento, appare pertanto necessario che si provveda alla integrazione dell’elenco dei codici ATECO inserendo nella lista quello relativo all’attività di riparazione di biciclette (95.29.02);
 La modifica richiesta risulta possibile alla stregua dello stesso decreto, laddove all’art.1 comma 1 lett. a) ultimo capoverso è stabilito che: “L’elenco dei codici di cui all’allegato 1 può essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze”;
Atteso quanto sopra significato, le sottoscritte Associazioni


CHIEDONO

alle S.V.Ill.me la modifica dell’allegato 1 di cui al D.P.C.M. del 22 marzo 2020 pubblicato in GU Serie Generale n.76 del 22-03-2020 e l’inserimento del codice ATECO 95.29.02 relativamente alla riparazione delle biciclette, in quanto mezzo di trasporto essenziale per un’ampia fascia della popolazione e strumento di lavoro per i corrieri in bicicletta.

Sicuri di un Vs pronto riscontro, distinti saluti.

A.P.S. Salvaiciclisti Roma
Avv. Enzina Fasano, Presidente, l.r.p.t.
A.P.S. Salvaiciclisti Bologna
Simona Larghetti, Presidente, l.r.p.t.
Rete Vivinstrada
Alfredo Giordani, Presidente, l.r.p.t.
FIAB ONLUS
Alessandro Tursi, Presidente, l.r.p.t.
A.D.S. Napoli Pedala
Luca Simeone, Presidente, l.r.p.t.
A.S.D. Milano Bicycle Coalition
Marco Mazzai, Presidente, l.r.p.t
A.P.S. Legambici
Federico Del Prete, Presidente l.r.p.t
Bike to school
Anna Becchi, Rappresentante
FIAB Firenze Ciclabile Onlus
Luca Polverini, Presidente, l.r.p.t.
Alleanza Mobilità Dolce
Anna Donati, Portavoce
Fondazione Michele Scarponi Onlus
Marco Scarponi, Segretario generale, l.r.p.t.

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