UA-57624205-1

Uno spot indecente

Spett.le Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria

via Larga 15

20122 Milano (Italy)

Bologna, 13 gennaio 2020

Oggetto: Ritiro della campagna pubblicitaria autoveicolo Jeep per violazione del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale

Egregi signori,

con la presente chiediamo che la campagna pubblicitaria del prodotto autoveicolo “Jeep” del gruppo FCA, in forma di spot recentemente in onda sui canali televisivi nazionali e radio e ripresa sul web (ad esempio canale YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=XYX67N0oO9E ), con il titolo “Lonely Boy, Non tutti i genitori guidano una Jeep”, venga ritirata in quanto viola palesemente almeno due articoli del Codice di autodisciplina della comunicazione pubblicitaria.

A nostro giudizio il citato spot viola l’articolo 11. Lo spot ritrae un bambino portato a scuola in auto, tutto solo, mentre fuori nevica, nel viaggio vede i compagni giocare felici nella neve a palle di neve, e lui resta in auto, passivo, cantando triste “All By Myself”. In classe non c’è nessuno, perché apparentemente gli altri compagni, per la neve, non sono andati a scuola. Solo una compagna entra in classe, anche lei portata a scuola con un’altra Jeep, e compare la scritta “Non tutti i genitori guidano una Jeep”.

Il messaggio che passa è classista: i vostri figli impareranno ad essere orgogliosi a star solo con chi può permettersi grandi auto e costose, e quindi viola il comma dell’art. 11 che recita che la comunicazione commerciale non deve indurre a “ritenere che il mancato possesso del prodotto oggetto della comunicazione significhi inferiorità, oppure mancato assolvimento dei loro compiti da parte dei genitori”.

Per i sopracitati motivi il post viola anche l’articolo 14, in quanto è fortemente denigratorio.

Il messaggio radio è ancora più esplicito recitando una sorta di solidarietà ai bambini i cui genitori hanno una Jeep e che pertanto li possono portare a scuola nonostante la neve.

Inoltre il messaggio pubblicitario promuove stili di vita contrari alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità perché ostacola il raggiungimento dei livelli adeguati di attività fisica (almeno 30’ di attività fisica moderata al giorno) con possibili importanti ricadute sulla salute presente e futura dei bambini [WHO, Ending Childhood Obesity2016; Marzi I., Reimers AK. Children’s Independent Mobility: Current Knowledge, Future Directions, and Public Health Implications. International Journal of Environmental Research and Public Health. 2018;15:15]. 

Infine il mancato rilascio dell’autonomia su percorsi quotidiani più abituali, come quello casa-scuola, implicito nell’accompagnamento in auto, in questo caso addirittura forzato, influisce negativamente su vari ambiti dello sviluppo infantile quali la capacità di orientarsi all’interno di un ambiente, di costruire con esso legami di identità e responsabilità, di socializzare senza l’intermediazione di figure adulte, sulla costruzione dell’autostima e della fiducia in se stessi  [Rissotto A., Tonucci F., “Freedom of Movement and Environmental Knowledge in Elementary School Children”, Journal of Environmental Psychology, 22, 2002; Vercesi, M. La mobilità autonoma dei bambini: tra ricerca e interventi sul territorio, Angeli, Milano, 2008].

Tale idea appare particolarmente dannosa in un Paese come l’Italia in cui i livelli di autonomia negli spostamenti quotidiani dei bambini tra i 6 e gli 11 anni sono tra i più bassi a livello internazionale: in particolare quelli che vanno abitualmente a scuola da soli sono solo il 7%, rispetto al 23% degli inglesi e al 47% dei tedeschi [Shaw, B., Bicket M., Elliott B., Fagan-Watson B., Mocca E. Hillman M., Children’s Independent Mobility: an international comparison and recommendations for action, Policy Studies Institute/Westminster University, London, 2015].

Per tutti i suddetti motivi chiediamo che la campagna pubblicitaria citata venga censurata e ritirata.

Distinti saluti,

Salvaiciclisti-Bologna

Simona Larghetti

(Presidente)