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Monthly Archives: gennaio 2015

Petizione per ripristino abbonamento bici+treno – Rassegna Stampa

Rassegna stampa sulla petizione di Sara Poluzzi su change.org sostenuta dal movimento #Salvaiciclisti

 

Repubblica 30 dicembre – Pedalando ho risparmiato 4 tonnellate di C02, ora Trenitalia mi cancella l’abbonamento

Radio Città del Capo 31 dicembre – Se Trenitalia cancella l’abbonamento bici…

Radio Città del Capo 2 gennaio –  Serve l’intervento della politica

Adnkronos  7 gennaio – Abbonamento bici su treno, vola la petizione su Change.org 

Repubblica 12 gennaio – Ciclisti, 50.000 firme per l’abbonamento scomparso

Metro 12 gennaio – Bici+treno, firme per tariffa unica

Radio città del capo 13 gennaio – Bici+treno. Donini: intermodabilità centrale, incontrerò la Fiab

Corriere di Bologna 13 gennaio – Treno+bici, in 50.000 firmano per salvare il servizio

Repubblica 13 gennaio – Ridateci la bici sul treno, in 50.000 con la pasionaria

Resto del Carlino 14 gennaio – Sara, una vita da pendolare «la bici non è più in abbonamento»

Repubblica 16 gennaio – Abbonamento Treno+bici, in campo Comune e Regione

Radio città del capo 16 gennaio – Bici+treno. Regione e Trenitalia: “Stiamo trattando”

Repubblica 19 gennaio – Sel, Bici gratis sui treni: si può fare

Bolognatoday 20 gennaio – Bici gratis sui treni, annullato abbonamento: pacchetto Fiab e Salvaiciclisti in Regione

AdnKronos 20 gennaio – “Trenitalia diventi moderna accettando le bici in treno”: la promotrice della petizione su change.org replica all’azienda

AdnKronos 22 gennaio – Bici in treno, sarà l’Emilia Romagna a promuovere l’abbonamento nazionale 

Repubblica 22 gennaio – Bici+treno, Emilia-Romagna ambasciatrice dell’abbonamento nazionale

Corriere di Bologna 22 gennaio – Le 55.000 firme per l’abbonamento (a prezzi popolari) bici-treno

Trenitalia diventi moderna!

È arrivata una prima riposta da Trenitalia alla nostra petizione per l’introduzione dell’abbonamento nazionale bici+treno:
“Nell’ambito del contratto di servizio con le imprese ferroviarie, ogni Regione può autonomamente stabilire anche l’introduzione di forme di abbonamento particolari per i servizi di propria competenza, incluso quello che prevede il trasporto delle bici a bordo dei treni regionali”.

“Nulla preclude quindi l’autonoma scelta delle singole Regioni di stabilire forme di abbonamento o altre agevolazioni per il trasporto delle biciclette sostenendone il costo”.

Ecco la nostra risposta diffusa sulla piattaforma che ospita la petizione, change.org:

Cara Trenitalia, grazie per la risposta, non capita spesso di averne da te. Però vorrei dirti alcune cose.

La petizione, lanciata su change.org e sottoscritta ad oggi da 55.000 persone in due settimane, ha lo scopo di coinvolgerti direttamente. Perché sei l’unica, in Italia, ad avere i treni e i treni a noi servono per spostarci come nel resto d’Europa.

Il fine che vogliamo ottenere, come utenza e dunque meritevole di ascolto, è quello di migliorare l’interazione del servizio ferroviario con mezzi pratici ed ecologici come le biciclette: un abbonamento nazionale, mensile ed annuale, che consenta il trasporto di bici sui treni regionali ed a lunga percorrenza, annullando per sempre gli attuali regionalismi.

Eppure vediamo che la tua risposta è lontana dal concetto di responsabilità sociale di impresa, il quale dovrebbe portare un’azienda a curarsi dell’impatto che questa ha sui suoi frequentatori (e sull’ambiente), soprattutto per un servizio pubblico fondamentale come quello dei trasporti. Perlomeno nel 2015.

Credevamo fosse tuo interesse non solo sviluppare i servizi a maggior margine di guadagno, ma inseguire e anticipare le abitudini, le necessità e le tendenze di utilizzatori a basso impatto, che possono giovare alla tua immagine aziendale e proiettarti nel futuro.

Non voglio certo insegnarti il mestiere però ormai viaggiamo tutti, siamo informati, e sappiamo che le aziende moderne e organizzate basano il proprio successo sull’ascolto del cliente, mentre in questa circostanza è proprio una mancanza di ascolto che si avverte. Rispetto alle esigenze moderne, la modalità di erogazione del servizio che Trenitalia gestisce in tutta Italia è novecentesca. Perché rimandare il singolo cittadino a 20 regioni? I treni li hai tu, mica la Regione, e su quei treni puoi offrire un servizio migliore e innovativo.

Quello che ti chiedo, insieme agli altri 55.000 e oltre, è che tu ti ammoderni davvero, salti il passaggio regionale sulla vicenda delle biciclette, eviti di insabbiarci nei mille rivoli delle amministrazioni e delle associazioni a cui rimandi per accordi spezzettati e ti decida finalmente a far accedere su tutto il territorio nazionale, senza altro indugio, le biciclette; che questo servizio sia esteso anche ai treni di lunga percorrenza; e ci piacerebbe che, come altrove, fosse gratuito, come quello dei bagagli. Che magnifica risposta, sarebbe!

Ma magari questa sarà una prossima petizione.

Sara Poluzzi

Diventa socio Salvaiciclisti-Bologna, iscriviti on line!

Al via la nuova campagna di tesseramento Salvaiciclisti-Bologna per l’anno 2015!

Adesso è possibile compilare un modulo on line per accedere al pre-tesserameto e scegliere se ritirare la nuova tessera al prossimo evento o presso uno dei negozi della rete bike-friendly, che giorno dopo giorno si sta ampliando su tutta la città!

Molte iniziative della nostra associazione sono portate avanti a titolo volontario e gratuito: è per questo motivo che il sostegno dei soci può alimentare le numerose attività di sensibilizzazione e inclusione sociale per incentivare  la mobilità ciclistica e aumentare la sicurezza di tutti gli utenti deboli della strada.

Nel 2014, insieme alla Consulta Comunale della Bicicletta, abbiamo garantito una voce a difesa dei ciclisti urbani nelle Commissioni del Consiglio Comunale e abbiamo lavorato con il Settore Mobilità per segnalare i disagi più evidenti che i ciclisti devono subire, dalla segnaletica ambigua all’interruzione delle piste ciclabili sui cantieri; abbiamo proposto le linee guida del futuro Biciplan,  e realizzato la campagna 30 e lode. Con la collaborazione di Urban Center abbiamo organizzato i corsi UniBike – l’Università della Bicicletta, un punto di riferimento per la formazione gratuita e la diffusione di un ciclismo urbano più consapevole. Con la vostra partecipazione alle Mobility Mass abbiamo instaurato un dialogo costante con i media e con le istituzioni per assicurare visibilità alle emergenze sociali dei ciclisti urbani, dai furti alle morti stradali.

Nel 2015 vorremmo continuare a poter fare tutto questo e molto di più! Abbiamo aperto l’anno con la battaglia bici+treno, che ha già portato la Regione a trattare sul ripristino dell’abbonamento annuale, mentre noi ci apprestiamo a chiedere la gratuità del servizio in tutta l’Emilia Romagna.

Se sostieni i nostri stessi obiettivi, puoi diventare socio! Il costo della tessera è di 10 euro, ma c’è anche la possibilità di fare anche una donazione aggiuntiva all’associazione! Unisciti e pedala con noi!

IN 50.000 PER L’ABBONAMENTO SCOMPARSO

La petizione per istituire l’abbonamento nazionale treno+bici virale in 8 giorni

In poco più di una settimana la petizione pubblicata sulla piattaforma change.org ha raggiunto più di 50.000 firme. Lanciata il 4 gennaio, partita in sordina e poi diventata virale dopo che la storia di Sara è stata raccontata dall’agenzia Adnkronos, la petizione ha passato il traguardo a mezzanotte e continua ad essere firmata da centinaia di cittadini ogni ora.

Ogni giorno migliaia di lavoratori raggiungono o si allontanano da Bologna in auto, congestionando e inquinando il perimetro urbano. Per molti il treno non viene considerato una valida alternativa all’auto: treni in ritardo, vagoni affollati, e difficoltà a raggiungere la stazione più vicina. I servizi dedicati ai pendolari calano ogni giorno, e di recente è toccato all’abbonamento annuale bici+treno, che in Emilia Romagna è stato definitivamente cancellato.

Sara Poluzzi, che vive a Bologna e lavora a Imola, non si è arresa alla notizia e ha deciso di intraprendere la sua battaglia, sostenuta dal movimento #salvaiciclisti «che mi ha adottato», dice sulla piattaforma dove ha lanciato la petizione: «quando è stato cancellato l’abbonamento treno+bici in Emilia Romagna si è rotto qualcosa in me.Ho pensato che era ora di fare sentire la mia voce perché nonostante le belle parole e le interessanti teorie sulla sostenibilità dette e ripetute su tutti i media, si scivolava in maniera inaccettabile sulla messa in pratica, sulla pelle di chi tutti i giorni fa qualcosa di concreto».

In 8 giorni Sara ha dimostrato che la lotta per un trasporto intermodale di livello europeo è più attuale e condivisa che mai. Nessuna risposta al momento da Trenitalia, che in Emilia Romagna ha cancellato l’abbonamento per l’aggiornamento di un software e non ha ritenuto opportuno continuare a offrire questo servizio. «La petizione ha una grande partecipazione perché in modo chiaro chiede al Paese di fare un piccolo passo in avanti.» osserva Adriano Cavaliere, Presidente di Salvaiciclisti Bologna.

La possibilità di disporre di un abbonamento valido su tutto il territorio nazionale (e non a discrezione delle Regioni, come avviene ora) è infatti un tassello fondamentale per garantire una politica di trasporti intermodali in cui la combinazione della bicicletta per piccole distanze con il treno e il trasporto pubblico possa garantire al cittadino la vera libertà di movimento. Al momento l’Emilia Romagna resta un passo indietro.

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