Sui Simo

UniBike 2019: kit di sopravvivenza per il ciclista urbano

Sei un ciclista urbano?
L’UniBike – Università della bicicletta è il momento in cui una persona che usa la bici ogni giorno (o che gli piacerebbe usarla) si accorge di essere un ciclista urbano: che fare in caso di incidenti, come scegliere la bici migliore, come affrontare il cattivo tempo? Tutti quesiti cui la nostra “Università” cercherà di dare risposta tramite incontri formativi con esperti, ricercatori e professionisti.
Tutto gratuito, aperto a tutti! Se seguirai almeno 3 lezioni su 4 avrai il diploma in ciclismo urbano!

ISCRIZIONE GRATUITA E OBBLIGATORIA

PROGRAMMA
mercoledì 20 marzo – Porta Galliera h 18-20
Cosa fare in caso di incidente?

Quando ci accade di essere vittime di un incidente, piccolo o grande, mentre siamo in bicicletta, difficilmente siamo pronti ad affrontarlo con consapevolezza dei nostri diritti. Quando è passato il trauma e pensiamo a come rivalerci, molto spesso è passato troppo tempo e non siamo più in grado di fornire la documentazione necessaria a un risarcimento. L’Avv. Macello ci fornirà le indicazioni più utili per agire prontamente nella difesa dei propri diritti e nel rispetto dei nostri doveri. Se l’incidente è più grave, la preoccupazione per la propria incolumità ha la maggiore, in quel caso conoscere le norme di primo soccorso può salvare la vita nostra o di altri. Il team del 118 di Bologna ci insegnerà, tramite simulazioni, come reagire alle lesioni più comuni.
Con l’Avv. Giulia Macello e il Team del 118

mercoledì 27 marzo – Porta Galliera h 18-20
Di cosa è fatta una bicicletta?

Pur rimanendo sempre se stessa, la bicicletta è costruita con i materiali più diversi: dal classico tubolare in acciaio alle più esotiche leghe di alluminio, zinco e magnesio, fino ad arrivare ai materiali compositi in fibra di carbonio. Con ormai 200 anni di vita alle spalle, la bicicletta è oggi più che mai un mezzo proiettato nel futuro. Scopriremo le caratteristiche di tutti questi materiali per scegliere il nostro preferito in maniera più consapevole
Con Otello Maria Roscioni chimico Università di Bologna

mercoledì 10 aprile – Porta Galliera h 18-20
Mangiare (bene) in bici

La società contemporanea sta producendo una popolazione sempre più longeva ma sempre più malata. Patologie relate in buona parte allo stile di vita. Oggi troppo poco si decide di intervenire o si fa informazione a riguardo.
In questo incontro andremo ad analizzare rischi e benefici associati all’attività ciclistica oltre ad approfondire temi riguardanti la corretta gestione di alimentazione, idratazione e integrazione nella gestione del consumo energetico.
Con il Dott. Eugenio Ruggeri Medico Chirurgo, Specialista in Medicina Interna, Esperto in nutrizione Sportiva

mercoledì 17 aprile – Porta Galliera h 18-20
Prevedere il futuro in bicicletta

La bellezza e la gioia del pedalare nasce anche dal fatto di stare all’aria aperta, a diretto contatto con il tempo e le sue mille sfumature. In questo incontro verranno introdotti alcuni elementari concetti di meteorologia con qualche suggerimento per non smettere mai di pedalare ed essere preparati a riconoscere, per esempio, una nuvola innocua da uno scroscio imminente.
Con Federico Grazzini Meteorologo presso ARPAE-SIMC, ricercatore Università di Monaco (LMU)

Call me Bike Friend! Aperto il bando per diventare negozio bike-friendly

COS’È LA RETE BIKE FRIENDLY?

La rete delle aziende, delle associazioni e dei professionisti  associati a Salvaiciclisti Bologna rendono più semplice la vita al ciclista urbano, grazie a prodotti, sconti, eventi e conoscenze che possono tornare utili ai nostri soci. Una rete di realtà che che promuovono insieme a noi, dal proprio punto di vista, l’uso della bici, prodotti, servizi e attività coerenti con il commercio di prossimità e l’economia locale. Luoghi non solo di commercio, con beni e servizi a pagamento, ma anche di riferimento culturale, cura e attenzione per gli stili di vita sostenibili.

CHI SONO I SOCI DELLA RETE BIKE FRIENDLY?

  • NEGOZI DI BICI
  • NEGOZI, ASSOCIAZIONI E PROFESSIONISTI CHE MIGLIORANO LA QUALITÀ DELLA VITA

I negozi di bici e le cicloffocine che promuovono  in modo attivo l’uso quotidiano della bicicletta, che hanno una buona relazione con il cliente e che hanno un profilo etico trasparente:  non collaborano con marchi di auto, hanno una cultura di rispetto degli utenti della strada.

Le realtà che migliorano la qualità della vita valorizzano la dimensione commerciale di prossimità, il talento individuare e offrono prodotti utili a promuovere uno stile di vita e un consumo sostenibile: prodotti bio e km 0; prodotti, servizi e attività che valorizzano la coscienza, le relazioni  e il benessere psicofisico; prodotti utili alla vita quotidiana del ciclista.

COME SI DIVENTA MEMBRO DELLA RETE BIKE FRIENDLY?

Per far parte della rete bike friendly basta compilare il FORM ONLINE entro il 20 marzo: solo qualche semplice domanda! Dopo sarete ricontattati per il tesseramento a Salvaiciclisti Bologna: per associarsi basta versare una quota di soli 50 Euro annui e basta offrire ai nostri soci muniti di tessera uno sconto del 10% fisso su tutti o su alcune categorie di prodotti, esplicitando i prodotti i servizi e le attività scontate in modo univoco e fisso al momento della convenzione. Un modo per promuoversi e per entrare in contatto privilegiato con la nostra community di oltre 600 soci!

PROMOZIONE E INIZIATIVE DELLA RETE  BIKE FRIENDLY

Le realtà della Rete Bike Friendly hanno visibilità sui siti e sui social network di Dynamo e Salvaiciclisti Bologna!

Le realtà della rete possono partecipare gratuitamente a eventi fieristici ed altri eventuali eventi organizzati da noi; possono ospitare, se vorranno, attività promozionali rivolte ai soci: noi le promuoviamo attraverso tutti i nostri canali!

Al momento dell’iscrizione, i negozi ricevono gratuitamente una pompa da far usare ai propri utenti, per promuovere “l’aria gratis”, e gli adesivi “Negozio Bike-Friendly”da esporre. I negozi entreranno a far parte della mappa cittadina della Rete Bike friendly che verrà sia stampata e distribuita capillarmente, sia inserita su nostri siti web e diffusa viralmente!

Biciliberatutti: diventa insegnante!

sabato 16 Febbraio 2019 ore 15

Porta Galliera

Torna il corso più amato da chi vuole regalare a tutti la cosa più preziosa che abbiamo: la libertà di spostarsi in bici senza paura e preoccupazione.
Non tutti sanno andare in bici e non tutti si sentono sicuri! Nel 2018 abbiamo insegnato a circa 50 persone tra i 7 e i 72 anni ad andare in bicicletta: chi per la prima volta, chi dopo tantissimi anni.
Vuoi diventare insegnante?
Cerchiamo volontari per fare un grande regalo a queste persone: non serve essere professionisti della bici, basta entusiasmo, empatia e voglia di mettersi in gioco.
Ecco la seconda edizione del mini-corso di formazione per “biciliberatori”, partecipa e diventa un tutor del nostro team, rendendoti disponibile a seguire una o più persone che faranno richiesta per imparare ad andare in bici.
Per partecipare scrivi a [email protected]iciclistibologna.it

Vuoi imparare ad andare in bici? Scrivi a [email protected]

Vuoi approfondire teoria e pratica?

Ecco il programma completo Biciliberatutti

13 marzo h 19
Porta Galliera

Incontro per chi vuole iniziare ad andare in bici al lavoro e non si sente sicuro
sabato 6 e sabato 13 aprile h 15
Parco della Montagnola

Esercitazione pratica per bambini che vogliono imparare a pedalare
giovedì 16 maggio h 15
Porta Galliera

Incontro per chi vuole imparare a viaggiare in bici, per un fine settimana o per una vacanza

Bike To Art: andiamo a Corticella!

Sabato 2 febbraio 2019

Partenza a Dynamo, via Indipendenza 71/z h. 11

In occasione della settimana dell’arte di ArteFiera, Salvaiciclisti insieme a Serendippo e Arcanto propone una gita fuoriporta per conoscere il progetto di arte diffusa a Corticella, tra le architetture del villaggio rurale, l’oasi naturalistica appena ripristinata da un gruppo di cittadini, le antiche fonti termali e il sostegno del Navile con il progetto Zona N G 6.16.

Una mattinata in bicicletta per conoscere l’arte negli spazi pubblici, a partecipazione gratuita e con finale al Centro Civico Michelini, per un brindisi insieme.

TAPPE in bici a Corticella
Antiche Fonti / Casalunga
Villaggio Rurale
Centro Civico Michelini che racchiude la Biblioteca intitolata al maestro Fabbri, maestro anarchico.

Accadimenti, sonorizzazioni e movimenti tra le tappe del percorso Te.Arte a cura di Serendippo e Arcanto.

Accompagnamento in bici a cura di Salvaiciclisti Bologna
Percorso facile e adatto a tutti, anche bambini
Partenza h. 11 da Velostazione Dynamo Bologna
Possibilità di noleggio bici a 5 Euro

Assemblea annuale 2019: perché essere soci SIC

Mercoledì 23 gennaio alle ore 20 è convocata l’assemblea annuale dell’Associazione Salvaiciclisti-Bologna nella sede di Porta Galliera, Piazza XX Settembre 2/3 per approvare il bilancio consuntivo 2018 e il bilancio preventivo 2019.

Approveremo il calendario delle attività, rinnoveremo la tessera associativa e discuteremo di come portare avanti il nostro impegno per la ciclabilità urbana.

Salvaiciclisti è sempre più una comunità variegata di utenti della strada attivi e consapevoli, impegnati su diversi livelli per occuparsi del bene comune e sensibilizzare i concittadini, le istituzioni e i media sulla necessità di rivoluzionare il nostro modo di stare nello spazio pubblico.

Che cosa ha prodotto questo impegno nel 2019?

Secondo Gabriele, meglio conosciuto come Lele Bike, la cosa più interessante del 2018 è stato il flashmob in via Frassinago, in cui abbiamo aiutato il gruppo dei genitori delle scuole dei dintorni a portare all’attenzione del Quartiere e del Comune l’urgenza di un percorso ciclabile dai viali verso il centro; per Lele è stato interessante anche il lancio del servizio Mobike, che ha portato tante persone a pedalare di più: purtroppo però – secondo Lele e tanti altri – il Comune ha mostrato un atteggiamento contraddittorio nei confronti della ciclabilità, impegnando tante risorse in una campagna di denigrazione di chi si sposta in bici utilizzando vigili in borghese per moltiplicare il numero di multe, a discapito di uno scarsa ricaduta positiva di questa azione sulla comunità: il 2018 infatti ha avuto tante vittime a piedi e in bicicletta, per cui non si è aumentata la sicurezza per i pedoni e per gli altri utenti. Per molti “È stato l’anno della schizofrenia politica che oggi ti racconta il sogno del Pums e domani sguinzaglia i vigili in borghese. Che oggi annuncia nuove piste ciclabili e domani addita i ciclisti come selvaggi e pericolosi”.

Per Gerry e Lele comunque l’aspettativa è di avere sempre più ciclisti in città e di avere un peso sempre maggiore nelle scelte dell’amministrazione, per arrivare a vedere la transizione alla

mobilità dolce disegnata nel nuovo PUMS metropolitano e il 2019 si prospetta molto battagliero.

Anche per Bart e Alice il flashmob di via Frassinago ha segnato un momento importante di ascolto delle necessità delle persone che non necessariamente gravitano intorno ad associazioni strutturate ma che sono comunque interessate a aiutare la collettività a spostarsi meglio, perché la nuova pista di via Frassinago “in termini di asfalto sono 50 metri di pista ciclabile, ma in termini politici sembrano 5000” come dice Teresa.

Lo stesso senso di comunità lo abbiamo sentito tutti alla Bicifestazione di Roma: “una giornata per rendermi conto che la mobilità come piace a noi non è un affare di Bologna, ma siamo tanti di più, ho sentito molta fratellanza in quella giornata. Mi sento di dire la stessa cosa per i Campionati di ciclomeccanica, che oltre ad unire tante persone, hanno consacrato Dynamo come la casa di tutt* noi e di chiunque pedali e creda nella veloruzione”.

I momenti collettivi sono stati dunque molto importanti, ma anche alcuni progetti specifici hanno aiutato l’associazione ad aiutare chi cerca nella bici “Il proprio mezzo verso l’emancipazione”, come il progetto “Biciliberatutti”, che forma insegnanti per seguire con un programma di tutoraggio personalizzato chi vuole imparare in bici a ogni età, anche da grande! Nel 2019 il progetto si estenderà formando nuovi insegnanti e organizzando momenti per i bambini. “Affiancheremo al progetto il servizio di accompagnamento per il bike-to-work” dice Sara, coordinatrice del progetto”. Non si finisce mai di imparare nemmeno per chi pedala già da tempo, è il caso di Otello, che nel 2018 ha scoperto come viaggiare in bicicletta: “Ho sempre usato la bici per andare a lavoro e per fare i giretti, ma nel 2018 ho avuto il mio debutto da cicloturista grazie al fantastico tour della Nutria. È difficile sottostimare l’importanza che un semplice fine settimana ha avuto sulla mia percezione della bicicletta. Non c’è però bisogno di andare lontano per allargare i propri orizzonti. Basta partecipare al BikeMeToTheMoon, il martedì sera, per riappropriarci delle strade e del piacere di vivere la città”.

Nel 2018 tutti i martedì abbiamo infatti pedalato (e continueremo a farlo nel 2019) con il BMTTM:  “un movimento di avanguardia sociale, è la nuova mobilità che si materializza tra le auto in fila al semaforo, è scambio, movimento e socialità a costo zero. È il futuro, oggi, ed è per tutti!” continua Otello.

Per Teresa, la cosa più importante del 2018 è stata la capacità di collaborazione con altre associazioni: “come la la seconda edizione di Unibike to Refugees con la cooperativa Arca di Noè, per insegnare a usare la bici in città a persone richiedenti asilo che stanno cercando una seconda opportunità nel nostro paese; ma anche i Campionati di Ciclomeccanica con la ciclofficina di Modena e con altre ciclo d’Italia; il giretto con il WWF in cui siamo andati a visitare l’oasi naturale che si trova ai Giardini Margherita; mi piace l’idea di sperimentare anche altri spazi e altre esperienze associative come la nostra”.

Riecheggia una convinzione diffusa: “Nel  2019 mi aspetto tanta fatica, perchè a livello nazionale non vedo nessun interesse ai temi ambientali e alla mobilità sostenibile, perché il ciclista è ancora visto come un problema e non come una soluzione. Spero in più umanità e in tante nuove attività “in strada”.

Ed è in strada che ripartiremo con il nostro impegno per il 2019.

Venite in assemblea, sostenete l’associazione, abbiamo bisogno della vostra energia e del vostro supporto.

In Strada Maggiore non c’è una ciclabile: dillo a tutti!

Da quando è stato installato il corrimano a protezione del Portico dei Servi in Strada Maggiore è il caos: è una ciclabile? Non è una ciclabile? Vedendo la segnaletica, sappiamo che il corsello di fianco al portico NON È UNA CICLABILE, ma molti utenti della Strada pensano di sì: ciclisti che la infilano andando in conflitto con i pedoni, autisti Tper che intimano ai ciclisti di sportarsi dalla Strada e utilizzare la ciclabile, in un’atmosfera di confusione e aggressività. A nulla sono valse le numerose segnalazioni portare all’attenzione di Tper da parte di utenti minacciati anche fisicamente dalla presenza degli autobus e dai loro conducenti.Purtroppo anche da parte del Comune di Bologna l’informazione diffusa è stata poco chiara: mentre l’Assessore Priolo ha rettificato sul sito del Comune di Bologna c’è ancora questo comunicato mai corretto. Andiamo in Strada Maggiore per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla natura di questo corsello pedonale. Vieni anche tu!

Appuntamento al Portico dei Servi, angolo Strada Maggiore, alle 8 di mercoledì 9 gennaio: pochi minuti prima di andare al lavoro per prendere la strada!

[aggiornamento Comunicato Stampa]

QUESTA NON È UNA CICLABILE

FLASHMOB DI SALVAICICLISTI STAMATTINA IN STRADA MAGGIORE

Questa mattina alcuni attivisti di “Salvaiciclisti Bologna” si sono trovati in Strada Maggiore per un flashmob nel tratto tra via Guerrazzi e via dei Bersaglieri il quale dal 2017 ospita in corrispondenza del Portico dei Servi una balaustra di metallo che delimita la carreggiata. Come ci è stato reso noto dalle autorità competenti, la balaustra è stata installata per proteggere il portico dal traffico pesante, e per lungo tempo si è detto (come riporta l’ultimo comunicato del Comune in merito del 14 febbraio 2017) che se ne sarebbe ricavata una ciclabile, come di fatto veniva usata da tempo in modo spontaneo da chi percorre quella strada in bici data l’alta conflittualità in particolare con i mezzi di Tper.

Nel corso dei lavori si è poi deciso di non fare la ciclabile, anche in seguito a una richiesta di Tper di non restringere troppo la carreggiata per consentire che il corsello fosse della dimensione idonea a quelle di una ciclabile. Allo stato attuale quindi la corsia non rappresenta in nessun modo una corsia ciclabile. Purtroppo ci viene frequentemente segnalato da soci e socie, cittadini e ciclisti urbani di frequente che alcuni conducenti Tper, in maniera spesso aggressiva e pericolosa, esortino i ciclisti a spostarsi su quella che erroneamente ritengono essere una pista ciclabile.

Per questo stamattina abbiamo installato dei cartelli che aiutino a capire qual è l’uso corretto della carreggiata in quel tratto di strada, anche perché al momento percorrerla in bicicletta non solo sarebbe pericoloso per i ciclisti stessi (essendo molto stretta) ma in mancanza di un’appropriata segnaletica, anche per i pedoni che ignari escono dal portico. Per questo abbiamo scritto alla Presidente Giuseppina Gualtieri e per conoscenza all’Assessore Priolo, nella speranza che sia possibile fare un comunicato interno a Tper per spiegare, una volta per tutte, ai propri autisti che la balaustra di Strada Maggiore non delimita una ciclabile, e che i ciclisti hanno il diritto e il dovere di transitare sulla carreggiata e di condividerla con gli altri veicoli.

Associazione Salvaiciclisti Bologna

Via dell’Indipendenza 71/Z, 40121 Bologna

[email protected]  

www.salvaiciclisti.bologna.it

IL CAMBIAMENTO? TORNARE INDIETRO DI 50 ANNI SU MOBILITA’ SOSTENIBILE E TUTELA DEI CENTRI STORICI

A seguito delle numerose proteste attraverso i social media,
si apre uno spiraglio per modifica della norma? Nella Legge di stabilità appena approvata, il Governo attuale, che si definisce “del cambiamento”, ha inserito una modifica pericolosa al Codice della Strada: si tratta di una
norma, il comma 103, che obbliga i Comuni a consentire “in ogni caso” a tutte le auto elettriche e ibride la circolazione nelle aree pedonali e nelle ZTL.
A nostro parere, questo intervento è una mostruosità che riporta indietro il Paese di almeno 50 anni, cancellando con due righe improvvisate i risultati raggiunti in decenni su mobilità sostenibile e tutela di piazze e strade delle città italiane, a danno di abitanti, commercianti, turisti e monumenti, alla faccia anche della sicurezza delle persone.
Immaginate piazza del Popolo a Roma o piazza del Plebiscito a Napoli, o piazza del Duomo a Milano, o via Maqueda a Palermo, percorse incessantemente da autovetture. Pensate ai centri storici medioevali di Bologna o Firenze, protetti da ZTL già a maglie troppo larghe, invasi dal
traffico e parcheggio selvaggio di altre migliaia di macchine in più.
È questo il cambiamento? È davvero il ritorno al passato della motorizzazione che occupa ogni spazio urbano l’unica direzione che si intende prendere per mostrare la “novità”? Dov’è finito
l’impegno alla “dieta del traffico”, ossia a togliere auto dalle città per renderle di nuovo vivibili e sicure, sottoscritto da tanti candidati, compreso il vicepremier Di Maio, in campagna elettorale?
Prendiamo atto – a seguito della nostra denuncia e del tamtam attraverso i social media – dell’importante impegno assunto dal Sottosegretario ai Trasporti Dall’Orco e delle reazioni negative degli Assessori dei Comuni di Milano, Bologna, Torino, Roma e di molte altre città. Chiediamo ora al Governo di trasformare con urgenza le parole in una decisione
concreta e netta: nel primo decreto utile, questa norma assurda non va modificata, ma semplicemente e integralmente cancellata, per spazzare via ogni equivoco interpretativo ed evitare di riempire le città con migliaia di macchine in più. Infatti i nostri centri storici, protetti per lo più da ZTL e solo in alcune strade e piazze da isole pedonali, vanno liberati dalle auto, da tutte le auto: non è più solo un problema di inquinamento,
ma di occupazione dello spazio pubblico, di congestione, di sicurezza.

FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta
Legambiente/Legambici
Alleanza Mobilità Dolce
Kyoto Club
Associazione Salvaiciclisti Bologna
Associazione Salvaiciclisti RomaFiab Torino Bike Pride
Bikeitalia.it
Genitori Antismog
Greenpeace
Napoli Bike Festival
Cittadini per l’aria
Milano Bike Coalition
Associazione Motoperpetuo Roma
Associazione Ciclonauti
Comitato Torino Respira
7 gennaio 2019

Festa di Natale Salvaiciclisti con i ciclista immaginario

Sei un ciclista urbano? Questa festa è per te! Per ritrovare chi conosci, per conoscere persone nuove, per festeggiare le giornate che si allungano, le vacanze che si apprestano e le pedalate felici nel freddo!

Ci ritroviamo alla nuova sede di Porta Galliera mercoledì 19 dicembre alle 20, ognuno può portare qualcosa da mangiare, per il bere offre SIC!

L’evento è aperto a tutti e funziona così:
– ognuno porta un regalo (impacchettato) riciclato dal suo
armadio-cantina-cassetta degli attrezzi oppure comprato
– il regalo deve essere pensato per un* vostr* amic* ciclista ma deve
rappresentare te stesso
– i regali sono anonimi e vengono messi tutti insieme
– su un foglio viene scritto il nome del partecipante… poi sarà la
sorte ad assegnarli!

INGRESSO GRATUITO

Salvaiciclisti per i Prati di Caprara

Abbiamo partecipato portando la voce della nostra associazione all’Istruttoria Pubblica sui Prati di Caprara mediante la quale, tramite 3 giorni di consultazioni tra consigliere ed esperti indicati da cittadini, comitati e amministrazione, si mira a dare un quadro completo che possa rimettere in discussione il destino di quest’area destinata ad essere rasa al suolo per una pretestuosa bonifica e cementata per la sua metà.

Ecco la trascrizione dell’intervento del nostro delegato, Roberto Tomesani:

«Sono Roberto Tomesani, consigliere dell’Associazione Salvaiciclisti Bologna, l’associazione per la promozione della mobilità attiva con il maggior numero di soci iscritti in città, circa 600. Questa istruttoria pubblica è una richiesta di ascolto che la cittadinanza ha imposto ad una politica sfuggente. Nonostante l’attuale calo di consensi dovuto a scelte che mancano della necessaria trasparenza, la politica continua ad essere autoreferenziale.

Decisioni prese in contesti sconosciuti allontanano la gente dalla politica, non dalla voglia di partecipare ad iniziative democratiche legate  al territori. Lo dimostrano appunto le migliaia di firme raccolte.

La questione dei Prati di Caprara ha avuto un impatto talmente forte nella città che Salvaiciclisti ha dovuto necessariamente prendere posizione, rispondendo a una richiesta da parte della base e dei simpatizzanti: questo Bosco ci riguarda tutti, il tuo taglio avrebbe un impatto sulla mobilità, sulla vivibilità, sulla qualità dell’aria e del paesaggio, quindi bisogna cambiare strada, cambiare il POC si può, anzi si deve.

Quanto tempo era che dei cittadini non venivano a bussare alle porte del consiglio comunale? Dal lontano 2006 non si realizzava un’Istruttoria pubblica, qualcuno dice dal ’91, pensiamo sia importante sottolineare la straordinarietà. Se tanta gente chiede di partecipare pubblicamente è segno che la politica deve dare una risposta. L’Istruttoria finora è stata un triste spettacolo di interventi tecnici asserragliati dietro posizioni inamovibili che non si sono minimamente sforzate di rispondere a richieste reali. Siamo qui per sollevare un problema. Per tenere alta l’attenzione su una cosa che non deve passare, strisciante, come «area di compensazione per la ristrutturazione dello Stadio» che è invece  speculazione edilizia

Allora noi siamo ciclisti e il ciclista urbano ha bisogno prima di tutto di qualità dell’aria, di moderazione del traffico e di ciclabilità diffusa, non di tronconi mozzi di ciclabili realizzati come abbiamo visto in questi anni.

Grandi cose da dire sulla mobilità in un bosco, evidentemente, non ce ne sono, ci sono le cose da NON fare: no strade, no case, no parcheggi. I Prati devono restare un bene pubblico IN-EDIFICABILE.

CHIEDIAMO

  • Una riorganizzazione della mobilità del Quartiere intorno all’Ospedale nella direzione della mobilità sostenibile, non quella automobilistica

CHIEDIAMO

  • Finire fermata Servizio Ferroviario Metropolitano  SFM

CHIEDIAMO

  • Più sicurezza stradale: la via Emilia è teatro di morti e feriti più che ogni altra strada di Bologna.

CHIEDIAMO

  • Un progetto che aumenti la percezione di sicurezza e vivibilità che le aree urbanizzate residenziali periferiche non danno. Bisogna intervenire con investimenti sul quartiere già abitato e non attorno.

CHIEDIAMO

  • Un intervento del tutto conservativo del bosco per garantire che l’ecosistema che lo abita non venga compromesso, sempre in ottica di valorizzare il bosco come risorsa naturale e non economica e non turistica

NON CHIEDIAMO

  • un insediamento abitativo o peggio ancora commerciale va nella direzione  di aggravare l’area di altra mobilità ( e… sottolineo che ormai per mobilità si intende sempre e solo quella automobilistica. Una sola auto inquina più di 1000 ciclisti anche se sudassero tutti contemporaneamente.

In Italia si consumano 2metri quadri di territorio al secondo secondo il meteorologo Luca Mercalli: da domani si costruisce ZERO sul fragile territorio italiano, e si ristruttura l’esistente

Se fossimo in un paesino toscano patrimonio dell’Unesco mettereste le tapparelle alle finestre di un casolare del Seicento. Il BOSCO URBANO è un’area pubblica, un’area verde con valenza sociale ed ecologica. Il Comitato di salvaguardia nell’ultimo anno e mezzo ha dapprima guardato, poi amato, poi pulito, poi abbracciato il bosco, e noi eravamo lì. Negli ultimi tempi la raccolta firme del FAI per i luoghi del cuore ha raggiunto  quota 15.000: questa grande partecipazione popolare ha permesso anche questa RARISSIMA ISTRUTTORIA PUBBLICA  della quale siamo fieri.

Questa è una battaglia politica nel senso vero del termine, deve essere di esempio per questa ed altre aree demaniali della città. A nostro avviso, un’occasione unica per Bologna di dimostrarsi all’avanguardia in Italia e in Europa, in un momento storico dove si cercano soluzioni per creare boschi urbani come compensazione all’aumento di temperatura e all’inquinamento delle aree fortemente antropizzate. Qui c’è già un area enorme in cui sono cresciute varietà spontanee adattatesi autonomamente all’ecosistema. Salvaiciclisti auspica perciò che si edifichi solo dove è già stato edificato, lasciando la porzione denominata Prati Est in un mix di area protetta e area attrezzata. Ma Salvaiciclisti si occupa di mobilità urbana. Sintetizzo la nostra posizione è  la negazione di viabilità automobilistica in quella zona: no strade, no case, no parcheggi; quindi no co2, no2, biossido d’azoto dei diesel, no polveri sottili etc: la città è satura. Abbiamo bisogno solo di riqualificare l’area con qualche sentiero ciclopedonale e delle panchine, mobilità lenta significa aree verdi. I percorsi verdi vanno necessariamente accompagnati da mobilità lenta, dopo aver visto gli eventi climatici di questi giorni, abbattere un bosco spontaneo sembrerebbe davvero improponibile. Potrebbe essere un autogol per questa amministrazione, e potremmo pentircene tutti. 15mila  cittadini che hanno firmato per il bosco chi voterebbero? Domande rilevanti in questo contesto. La mia personale opinione è che noi Sapiens potremmo non farcela a restare a lungo su questo pianeta in queste condizioni climatiche. Con un grado di temperatura in più già ci sono tornado sul mediterraneo e tempeste una dietro l’altra con una frequenza che non si ricorda a memoria d’uomo, probabilmente è già troppo tardi, ma bisogna pur sempre provarci. Siamo la prima generazione a vedere il disastro e L’ULTIMA CHE PUO’ FARE QUALCOSA. ABBIAMO POCHI ANNI per mettere in pratica gli accordi di Parigi che ci potrebbero permettere di restare sotto i 2,5° di  aumento di temperatura. Bisogna piantare degli alberi, non tagliarli.

 

Due ultime parole, per lasciarvi:  POLMONE VERDE e non VERDE PERCEPITO.
E ringrazio i presenti.»

venerdì 9 novembre 2018

Tornano i Bike Breakfast

Chi pedala spesso lo fa senza alcun incentivo da parte della collettività, scontrandosi anzi con difficoltà quotidiane: traffico aggressivo, furti di bici, rete ciclabile carente, mancanza di segnaletica e accessibilità problematica. Per questo abbiamo pensato a un progetto di incoraggiamento del ciclismo urbano: un caffè, un succo o un biscotto per ringraziare chi pedala ogni giorno.

Tre appuntamenti per il mese di novembre sui confini del Quartiere Santo Stefano per far conoscere il progetto che vorremmo realizzare grazie al Bilancio Participativo: Copenaghenize Bologna!

CALENDARIO: la mattina dalle 8 alle 9 ci trovate qua:
07/11 in Bolognina (ingresso ciclabile ponte Matteotti – lato Bolognina)
12/11 a Porta San Donato
19/11 a Porta San Vitale
Se vuoi partecipare come volontario, scrivi ad [email protected]

Il Bike Breakfast di #salvaiciclisti Bologna nasce grazie alla collaborazione con Alce Nero, il marchio di oltre mille agricoltori e apicoltori biologici dal 1978.