La crisi sanitaria che stiamo vivendo non deve farci dimenticare che le cause della situazione attuale riguardano una più estesa e drammatica crisi mondiale: la crisi climatica.
Tra i tanti problemi che il nostro territorio sta subendo, c’è quello gravissimo del consumo di suolo: la cementificazione delle aree verdi sta portando l’Emilia Romagna verso il rischio desertificazione, provocando l’aumento delle temperature e aumentando il rischio idrogeologico, con esondazioni e alluvioni che devastano interi paesi.
Tra le sue prime dichiarazioni il nuovo Ministro per la Transizione Ecologica ha dichiarato di voler lavorare al contrasto del consumo di suolo. E quale città più di Bologna ha bisogno di fermare il consumo di suolo e la cementificazione?
Il destino delle ex aree militari è da tempo minacciato da progetti di espansione edilizia, abbattimento di alberi e distruzione di interi ecosistemi come quello dei Prati di Caprara.
Il 19 marzo, in occasione dello Sciopero Globale per il Clima, insieme a tutte le associazioni della Rete Lotte Ambientali Bolognesi vogliamo pedalare attraverso queste aree per dire: basta cementificazione!
Venerdì partiremo alle ore 10 dai Prati di Caprara per attraversare tutta la città in un bike strike che tocchi tutti i luoghi in cui la contraddizione della cementificazione esplode!
Unisciti anche tu ad una pedalata per le strade di Bologna!
Pedaleremo distanziati e con mascherina per difendere il nostro territorio.
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Salvaiciclisti Bologna invita i propri associati all’Assemblea Ordinaria e per l’Elezione del Direttivo che si terrà in prima convocazione il 26 Gennaio 2021 alle ore 10.00 in videoconferenza, ed eventualmente in seconda convocazione il giorno 27 Gennaio 2021 alle ore 20.30 con le medesime modalità al link meet.google.com/qjs-ccos-apq.
L’Ordine del Giorno prevede che vengano discussi i seguenti punti:
Mi candido al direttivo di Salvaiciclisti per la terza volta perché penso di avere ancora tante cose da portare in associazione. Perché amo le cose che facciamo e vorrei continuare a farle. Perché mi piace pedalare e vorrei portare in giro ancora tanta gente in bicicletta. Perché la disobbedienza civile come lotta politica se attuata da un singolo individuo può essere efficace ma da un gruppo di persone porta al successo. E poi… Perché non posso stare senza di voi. Vota Tom il consigliere anziano!
Alice Fanti
Mi chiamo Alice, ho 36 anni, origini lombarde, un marito bolognese, due gatte e cinque bici in garage. Cinque anni fa mi sono avvicinata a SIC-BO perché cercavo una comunità di persone che capissero come mi sentivo quando, tutti i giorni, mi trovavo ad attraversare la città in sella alla mia ravaldona per andare al lavoro, a fare la spesa, a cena dalle amiche. Che capissero la gioia del pedalare anche sotto la pioggia e la rabbia per tutte le ingiustizie a cui ogni ciclista urban* è costrett* ad assistere ogni benedetto giorno. Ho scelto di candidarmi anche questa volta al Direttivo dell’associazione perché ho ancora voglia di dedicare parte delle mie energie e del mio tempo alle cause della sostenibilità ambientale e della mobilità ecologica. A disposizione della nostra comunità metterò tenacia, passione e pazienza. Mi piacerebbe rappresentare in particolar modo le istanze di quei ciclisti e di quelle cicliste che, pur soffrendo per le difficoltà e i problemi che vive quotidianamente chi come me si muove a pedali, si sentono troppo timid* o introvers* per ingaggiare battaglie politiche o lanciare flame sui social. Il mio impegno è quello di far sentire la nostra voce con forza, ma senza rinunciare ai modi gentili e agli argomenti della ragione. E alle prossime elezioni (o perché non già a queste?!) spero di vedere anche qualcun* di voi tra i/le candidat*!
Simona Larghetti
Mi chiamo Simona, ho 35 anni e nel 2013 insieme a un gruppo di sognatori ho contribuito a fondare questa associazione che ho l’onore di essere presidente dal 2015. Siamo in una fase storica fondamentale dove i giovani e giovanissimi chiedono risposte e azioni concrete a salvaguardia del loro futuro, dove la politica istituzionale ha spesso perso autorevolezza e credibilità, e con una società civile estremamente dilaniata tra chi vorrebbe cambiare e chi fa molta fatica a farlo: per questo una società civile attiva e consapevole deve svolgere un ruolo fondamentale di accompagnamento e rinforzo di tutte le persone che con fatica affermano il loro diritto a rimanere vivi muovendosi, respirando e vivendo la strada., Penso che la nostra associazione stia svolgendo un lavoro egregio nell’essere un punto di riferimento per queste persone. La bicicletta per me è libertà, democrazia, rispetto dell’ambiente, soluzione per rendersi la vita più semplice, bella e divertente ed è l’alleata numero uno per una rivoluzione ambientale delle comunità urbane. Per questo ogni giorno sono felice di dedicare il mio tempo, la mia professionalità e il mio cuore a disposizione di questa stupenda comunità e per questo vorrei continuare ad avere la vostra fiducia.
Adriano Cavaliere
Mi chiamo Adriano, ciclista urbano, padre, sorridente, fondatore dell’Associazione Salvaiciclisti-Bologna. Sono diventato attivista sui temi della mobilità inclusiva da quando ho smesso di essere responsabile solo di me stesso ed ho capito che la condivisione degli spazi è la ricetta per migliorare la convivenza nel tessuto urbano. La bici è il mio strumento quotidiano per creare rapporti sociali solidi, scoprire ed analizzare lo spazio che mi circonda, fare politica. Come membro dell’attuale direttivo ho sempre cercato di spingere i soci verso un maggior sviluppo dell’empatia e una maggiore consapevolezza di se stessi e dei propri diritti. Mi piace lavorare in gruppo, sempre, conscio che il confronto è l’unico strumento per migliorare. Negli ultimi anni l’associazione è cambiata, è cresciuta come è cresciuto il numero di persone che hanno dedicato sempre più energie ai temi della mobilità inclusiva e questo è per me fonte di immensa soddisfazione ed energia nuova. Mi ricandido nel direttivo perché non sono stanco di dedicarmi con passione alle nuove sfide che già vedo davanti, con particolare attenzione al nuovo progetto Dynamo in cui l’associazione avrà un ruolo più incisivo e trainante.
Ivana Monaco
Sono Ivana, 47 anni, catanese, vivo a Bologna da quasi 18 anni e sono una bighellona imprigionata nel corpo di un’informatica. Dopo 3 mesi dal mio trasferimento a Bologna, ho avuto in regalo una Bianchi dal telaio stranissimo e, da quel momento, è stato amore per la bici. Nel 2006 mi sono definitivamente liberata dell’auto e, pian piano, mi sono resa conto che il numero di “strafatti di due ruote” cresceva e nascevano addirittura delle balotte di ciclist* urban* che organizzavano la parata dell’orgoglio ciclista! Sono andata a curiosare e, dopo i primi Bike Pride, mi sono avvicinata definitivamente a Salvaiciclisti nel 2013 grazie a Unibike <3; da lì in avanti, la partecipazione si è fatta più intensa: banchetti, flashmob, volantinaggi, fino all’apertura di Dynamo, la casa di noi tutt*. Nell’autunno 2019 sono entrata nell’attuale Direttivo e mi sono sentita subito coinvolta e parte attiva nei vari progetti portati avanti dall’associazione, nonostante questo che sta per concludersi sia stato un anno molto pesante e complicato per ragioni a noi tutt* note. Credo sia quindi quasi naturale riproporre la mia candidatura al Direttivo. Non farlo, vorrebbe dire, forse… un po’… rinunciare al sogno. Quale sogno? una città letteralmente fagocitata dalle bici e da mezzi a impatto ambientale pari a 0, ZONE 30 rispettate, aria pulita e spazi urbani condivisi da persone e non colonizzati prevalentemente da auto e mezzi inquinanti, una politica più sensibile e attenta alla promozione della mobilità leggera nell’interesse (e per la salute) di tutt*.
Paola Capriotti
Mi chiamo Paola Capriotti, sono Dottore di ricerca in Pianificazione Territoriale e Politiche pubbliche del territorio (IUAV), e per professione svolgo attività di ricerca e consulenza per enti pubblici e privati sugli strumenti giuridici a supporto della rigenerazione urbana e territoriale. Attualmente sono Direttrice di AUDIS, l’associazione che dal 1995 si occupa di dismissione e rigenerazione urbana a livello nazionale, e membro del direttivo di Planimetrie culturali con cui lavoriamo per promuovere l’uso temporaneo di spazi in abbandono. Il mio rapporto con la bici inizia a 15 anni quando mio padre mi porta ad acquistare il motorino e io invece insisto per la bici. Da lì in avanti non ci siamo più lasciate. Oggi è il mio mezzo di trasporto, il mio sport, una passione che condivido con tutta la famiglia. Sono arrivata a Bologna nel 2004, qui ho studiato, ho trovato il mio compagno e sono nati Pietro e Adele. Non posso dire che la città mi abbia dato poco e le riconosco tante virtù e un potenziale incredibile che passa proprio attraverso un’altra idea di mobilità e di spazio pubblico. Sogno di attraversare la città (colli inclusi) in sicurezza, di vedere i miei figli muoversi autonomamente senza rischiare la vita godendo di un paesaggio urbano accogliente e sano. Penso che la mobilità non sia solo un mezzo, l’anello di congiunzione tra il punto A e il punto B, ma un’esperienza che può contribuire al benessere di tutti. Il mio incontro con SIC è avvenuto nel 2016 quando, portando Pietro al nido Villa Teresa in bici ci siamo accorti di quanto fosse pericolosa la strada, da lì l’idea di una petizione per cambiare la situazione con l’aiuto prezioso dell’associazione. Sono convinta che SIC stia svolgendo un lavoro straordinario e vorrei contribuire a portare avanti le sue battaglie per una città più bella, accogliente e profumata!
Isabella Cioccolini
Mi chiamo Isabella, ho 35 anni e vivo a Bologna da 16. Nella città turrita ho finalmente potuto sfruttare tutto l’anno la bici, e tramite l’associazionismo studentesco mi sono avvicinata ai temi della mobilità sostenibile e dell’attivismo nel 2008. Insieme ad altr* visionar*, ho organizzato il primo Bike Pride Bologna nel 2010. Ho preso parte alle iniziative di Salvaiciclisti Bologna come movimento prima e come associazione poi, e insieme ad alcun* soc* ho fondato la cooperativa Dynamo nel 2015. Non riesco ad immaginare la mia vita senza bici e senza questa community, e non riesco a immaginare una città in cui le auto la facciano da padrone imponendosi sulle geometrie urbane e sui nostri polmoni. Mi candido perché sono consapevole del cambiamento che possiamo generare e voglio pedalare ancora più forte per le nostre battaglie.
Matteo Melotti
Mi chiamo Matteo, ho 40 anni tondi tondi, nato e cresciuto a Bologna, una moglie e due figli di 10 e 12 anni che a me sembrano già troppo grandi (per intenderci, entrambi sono ormai alla 28”). Da adolescente scorrazzavo per la città in scooter, ci andavo anche al liceo che distava 600 metri da casa. A 28 anni è arrivata Bianca e quando ho realizzato che non potevo portare un bimbo di 6 mesi in scooter ho dovuto ritirare fuori la bici dalla cantina. Pedalando ho riscoperto la mia città sotto un altro punto di vista: più lento, più vero, più umano, più rispettoso, ho riscoperto la libertà che solo la bici ti può regalare, ho riscoperto la gioia di entrare in una pozzanghera e pedalare chiacchierando fianco a fianco con Giulia mentre andiamo a cena fuori o a notte fonda con gli amici di sempre.
Pedalando ogni giorno ho capito che vorrei poter lasciare ai miei figli un mondo migliore, un’aria più respirabile, una città più vivibile, in cui al centro vi siano le persone e non le automobili. Non solo bici quindi, ma anche pedoanlità, redistribuzione dello spazio, verde, rispetto per noi e per gli altri, socialità e condivisione. Quale modo migliore di ri-candidarsi in direttivo per realizzare un sogno?
Per il 2021 abbiamo una missione: rendere più vivili le strade di fronte alle scuole di Bologna! Abbiamo deciso di aderire alla campagna Strade Scolastiche dal basso che in tutta Italia sta mobilitando scuole e associazioni.
Il rapporto di Aria Pesa del 2018-2019 ci dice che il 53% delle scuole bolognesi sono esposte ad un livello di emissioni inquinanti superiori ai limiti consentiti dalla legge. Quest’aria è spesso peggiorata dalla concentrazione di autoveicoli di chi accompagna i propri figli a scuola in auto sostando contemporaneamente di fronte all’area e concentrando di molto le emissioni.
La Strada Scolastica, finalmente introdotta dalle recenti modifiche del codice della strada, è una porzione di strada di fronte a una scuola (d’infanzia, primaria media o superiore che sia) temporaneamente pedonalizzata negli orari di entrata e uscita da scuola o permanentemente, per permettere ai bambini e ragazzi di accedere a piedi o in bici in sicurezza o comunque di evitare la concentrazione di auto in un solo punto.
Il Direttivo dell’Associazione sta finendo il suo mandato! Ogni 2 anni l’assemblea dei soci e delle socie elegge, a garanzia di una struttura democratica e rappresentativa, il proprio direttivo, composto di 7 persone elette. Il 27 gennaio 2021 voteremo per il nuovo direttivo.
A cosa serve un direttivo?
Il direttivo, su mandato dei soci e delle socie che lo hanno eletto, delibera e organizza le attività dell’associazione, fa scelte strategiche e orienta le posizioni politiche dell’Associazione, decide sull’adesione ad iniziative di altre organizzazioni della città, raccoglie e condivide le proposte dei soci.
Qual è l’impegno?
Per l’attività associativa si richiede una riunione di coordinamento ogni primo mercoledì del mese. Per ogni attività associativa viene identificato un referente all’interno del Direttivo, a seconda dei propri interessi e predisposizioni, che faccia di riferimento per i soci, ovviamente supportato dai volontari.
I membri del direttivo sono anche parte del gruppo di governance collettiva con i soci lavoratori della cooperativa Dynamo, ciascuno nel gruppo di lavoro che gli interessa di più (comunicazione, advocacy, progetti sociali, eventi e bar, area bici, comunicazione interna, turismo). Questo secondo organo, informale, si riunisce periodicamente, a seconda delle esigenze.
Candidati!
Se vuoi essere più attivo o attiva all’interno dell’Associazione, se vuoi aiutarci a garantire partecipazione e condivisione delle decisioni, se vuoi rendere Bologna una città ciclabile e partecipare in prima linea al cambiamento, candidati! Scrivi a [email protected] con una tua breve presentazione di qualche riga, chi sei e perché vuoi candidarti, entro il 30 dicembre 2020.
Le associazioni cicloambientaliste sostengono lo sciopero indetto il 30 ottobre
La rete RiderXiDiritti convoca una giornata di sciopero per venerdì 30 ottobre contro l’accordo truffa siglato tra Assodelivery (che raggruppa Deliveroo, Uber Eats, Glovo e Just Eat) e il sindacato di comodo UGL. La rete delle associazioni cicloambientaliste italiane sostiene lo sciopero e invita tutti i consumatori a sospendere lo ordinazioni di cibo a domicilio su queste piattaforme nella giornata di venerdì 30 ottobre. Grazie a multinazionali senza scrupoli, la bicicletta, da strumento di libertà e riduzione dell’impatto ambientale è diventata uno strumento di sfruttamento dei lavoratori.
L’oggetto del contendere è l’applicazione del “contratto truffa” siglato tra Assodelivery e UGL (l’erede del braccio sindacale del MSI) e contestato dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, nonché dalle Union dei fattorini stessi. Al di là del difetto di rappresentanza, riconosciuto persino dal Ministero del Lavoro, è evidente l’intento di aggirare la legge 128/2019, bloccando l’introduzione di una paga oraria in linea con i livelli salariali stabiliti dai contratti nazionali della logistica e mantenendo il cottimo. La legge sarebbe entrata in vigore proprio il primo novembre; in questi giorni migliaia di fattorini in tutta Italia si trovano davanti al ricatto di rescindere il precedente contratto e firmare il contratto truffa, o perdere il lavoro.
Il Commissariamento di Uber Italia ha già svelato uno scenario che i ciclofattorini denunciano da tempo: un sistema di vero e proprio capolarato che approfitta dello stato di bisogno dei lavoratori per imporre condizioni di lavoro umilianti. L’invito è dunque per i fattorini a incrociare le braccia venerdì 30 ottobre, e a chi usa i servizi di consegna a domicilio di solidarizzare boicottando le piattaforme aderenti ad Assodelivery.
Centro Sociale Bruno, Trento Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno Salvaiciclisti Bologna A.p.s. Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna Italian Cycling Embassy Milano Bicycle Coalition Famiglie Senz’Auto Salvaiciclisti Roma A.p.s. FIAB Trento – Amici della Bicicletta Kyoto Club Alleanza Mobilità Dolce Bikeitalia.it Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico, Torino Legambiente Onlus Rete Vivinstrada Bike4City A.p.s. Fondazione Michele Scarponi Onlus Ecoborgo Campidoglio, Torino Associazione hub.MAT, Olbia Associazione Efesta, Bologna Ciclofficina Làbike, Bologna
Dalla grande assemblea del 13 settembre che si è svolta a Vicolo Bolognetti è emersa la necessità di riaprire una stagione di lotte ambientali in città, attraverso un percorso aperto, ampio, democratico, promosso dai comitati e le realtà cittadine assieme a tante e tanti singoli. Un anno fa il Comune di Bologna ha dichiarato l’emergenza climatica ed ecologica, ma all’atto pratico troppo decisioni prese dal Comune su urbanistica e infrastrutture vanno in direzione diametralmente opposta. È tempo di scendere in Piazza per una rivoluzione ambientale a Bologna!
L’assemblea ha individuato 5 punti di partenza per affermare una reale svolta ecologica:
BASTA SPECULAZIONE E CONSUMO DI SUOLO: VOGLIAMO UN P.U.G. ADEGUATO! Dal bosco urbano ai Prati di Caprara, passando per le ex caserme di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti fino alla costruzione di nuovi distributori di carburante (su suolo agricolo coltivato nonché di pregio paesaggistico) sono troppi i progetti che provano a sottrarre, privatizzare e sfruttare i beni comuni. Il P.U.G. che sarà discusso prossimamente in Consiglio Comunale, nonostante le sbandierate premesse green, prosegue invece una logica estrattivista e speculativa, assumendo e incorporando le previsioni dei vecchi e inadeguati strumenti urbanistici come il P.O.C. del 2016. No al taglio di centinaia di alberi, no a nuove colate di cemento, no alla costruzione di migliaia di appartamenti e altri inutili centri commerciali: sì alla tutela del verde esistente e ad un percorso che porti finalmente restituire alla città le aree dismesse!
NO AL PASSANTE E ALL’ALLARGAMENTO DELLA TANGENZIALE Portare 180.000 auto al giorno alle porte di Bologna, in una città fortemente inquinata che sfora fino a 5 volte i livelli guardia dei PM10, è un’idea anacronistica e devastante. Inoltre, farlo senza nemmeno aver fatto una seria valutazione di impatto ambientale (non essendoci sulla tangenziale centraline adeguate per l’analisi dell’aria) è un vero e proprio crimine. Abbiamo bisogno di ridurre le emissioni e il traffico veicolare, favorire la mobilità sostenibile, non di consumare (espropriando), decine di ettari di terreni. Vogliamo l’immediato stop a questa grande e dannosa opera per poter investire il miliardo di euro stimato per la realizzazione del Passante in una direzione etica e sostenibile, riducendo le emissioni di CO2.
RIDUCIAMO L’AEROPORTO MARCONI E STOP AL PEOPLE MOVER PER UNA MOBILITÀ PUBBLICA GRATUITA E SOSTENIBILE La diffusione del Covid-19 ha messo in ginocchio un modello di turismo mordi e fuggi che ha radicalmente cambiato il volto nella città negli ultimi anni. Nel dicembre 2019 il Marconi aveva superato il traguardo dei 9 milioni di passeggeri annui, dato in crescita del 9% rispetto all’anno precedente e in costante aumento dal 2009, raggiungendo i 314 voli a settimana. Oggi queste cifre sono un lontano ricordo di un sistema insostenibile che ha gentrificato la città a scapito della vivibilità urbana, del diritto alla casa e della salute dei cittadini che abitano nei quartieri presso l’aeroporto (Pescarola e Borgo Panigale), costretti per anni ad un escalation di emissioni di sostanze inquinanti e di rumori insopportabili. Occorre ripensare il ruolo di un aeroporto che si trova a pochi km dal centro cittadino, cominciando innanzitutto con il blocco della pantomima del People Mover, un’opera da 125 milioni, già vecchia e inutile dal punto di vista progettuale e che rappresenta una delle peggiori voragini di danaro mal investito dagli enti pubblici. Vogliamo investimenti per la gratuità del trasporto pubblico locale e il completamento del Sistema Ferroviario Metropolitano!
RIVENDICHIAMO LA SOVRANITÀ ALIMENTARE
La ‘city of food’ è stata duramente colpita dalla pandemia, la “disneyland del cibo” FICO si è rivelata una fallimentare cattedrale nel deserto e lo scontro tra un modello di filiera corta e la grande distribuzione organizzata si è rivelato impari nel periodo del lockdown. Mentre i supermercati sembravano l’unico luogo “sociale” accessibile, nonostante gli scaffali dei beni di prima necessità fossero vuoti, tantissimi piccoli produttori locali che ogni settimana animano i mercati rionali e le piazze della nostra città hanno dovuto attendere mesi prima di poter tornare a svolgere il proprio ruolo di garanti della sovranità alimentare. Quando parliamo di salute, parliamo di alimentazione sana, quando parliamo di ambiente, parliamo di un modello di produzione e di distribuzione etica che rispetta il pianeta terra, la terra, il suolo, l’aria e l’acqua come beni comuni. Ne abbiamo abbastanza dell’inutile proliferazione dei supermercati, vogliamo spazi solidali di scambio, chiediamo più mercati rionali.
IL RECOVERY FUND COME OPPORTUNITÀ DI INVESTIRE IN UN CAMBIO DI ROTTA La pioggia di miliardi che arriverà dall’Unione Europea per far fronte alla crisi non può essere utilizzata per accelerare il ritorno al mondo pre-pandemico. Il Pianeta e il nostro territorio non hanno bisogno di ulteriori annunci spot e progetti di green washing, ma di azioni concrete in netta discontinuità. Alle idee come quelle di stoccare la CO2 sotto il mare di Ravenna, vendute dalla Regione Emilia Romagna ed ENI come una grande innovazione, dobbiamo contrapporre un reale percorso partecipato per decidere dal basso e democraticamente come utilizzare una parte del Recovery Fund per rendere la nostra città (e la nostra Regione) più vivibile e sostenibile, riducendo l’inquinamento e le emissioni senza nasconderle sotto il tappeto.Per questi motivi e altri che possiamo analizzare insieme a [email protected] coloro che vogliono prendere parte a questo percorso ci vediamo sabato 17 ottobre alle ore 16.00 in Piazza XX Settembre per una grande manifestazione ambientalista! Mostra meno
Gli aderenti:
Ex Caserma Mazzoni Bene Comune
CampiAperti – Associazione per la Sovranità Alimentare
La Banda della Uno Bianca causò, in soli 7 anni, 24 morti e 102 feriti.
La staffetta “Vittime della Uno Bianca” organizzata dalla Podistica Progresso di Castel Maggiore, dallo scorso anno è BICI-STAFFETTA. Perché questa scelta proprio adesso, a distanza di anni dai tragici fatti? Perché abbiamo pensato di dare il nostro contributo per ricordare, dando più voce agli amici dell’Associazione Vittime della Uno Bianca, facendo volare le loro parole: “Ricordare è necessario per riflettere con le nuove generazioni sul significato di giustizia.” (Alberto Capolungo – Vice-Presidente).
Puoi inserirti a piacimento durante il percorso, all’orario e al ritrovo che ti fa più comodo e puoi lasciare la compagnia quando vuoi, senza dimenticare però l’alto senso civico dell’evento.
Ore 08,00 Cerimonia Cippo Cataldo Stasi e Umberto Erriu, dietro Coop Via Gramsci Castel Maggiore.
Ore 08,35 Caserma Montezemolo Via Rimembranza, 1 Castel Maggiore
Ore 09,00 Cerimonia Cippo Luigi Pasqui, Stazione Esso Via Galliera 25 Castel Maggiore.
Una pedalata aperta a tutt*, bambini, famiglie, amici, per ritrovare insieme il piacere e la libertà di appropriarsi della città e delle sue strade e per festeggiare Bologna, città inclusiva e solidale, con le nuove cittadine e pedalatrici del progetto Biciliberatutte.
Dopo la lunga reclusione che ha visto tutti impegnati nel combattere la diffusione del Covid-19, rinunciando non solo a spostarsi per necessità ma anche per piacere, invitiamo la città a ritrovarsi in un momento di aggregazione, festeggiando e mostrando gratitudine alla comunità cittadina, che in questi mesi ha messo a dura prova i propri anticorpi reali e metaforici.
La pedalata sarà l’evento conclusivo del progetto Biciliberatutte, finanziato dal Comune di Bologna con i fondi PON-Metro e realizzato con Cospe Onlus, in cui 20 donne migranti hanno imparato a pedalare e ricevuto una bici gratuitamente. Con questa pedalata vorremmo accompagnare queste donne simbolicamente verso il loro cammino di autonomia e indipendenza, far sentire loro che con la bici non hanno guadagnato solo un mezzo di spostamento, ma un’intera comunità che pedala con loro!
Hai una vecchia bicicletta che non utilizzi più e vuoi liberartene? Affidala a noi per regalare libertà di movimento a chi ne ha più bisogno!
In seguito l’emergenza Covid 19 non possiamo più ignorare tutto ciò che riguarda la salute e il bene della nostra città, soprattutto ora che la comunità scientifica ha stabilito una relazione tra inquinamento e diffusione della pandemia. Ora possiamo fare delle scelte per la nostra salute e per la salute di tutti/e. Una di queste scelte è quella di muoversi in bici nella nostra vita di tutti i giorni.
Purtroppo non tutte le persone hanno la stessa possibilità di accedere a questo modo di spostarsi: specialmente tra le nuove cittadine, donne migranti o donne in condizione di fragilità sociale, in molte non hanno la possibilità di avere una propria bicicletta, o addirittura non hanno mai imparato ad andare in bicicletta.
Per questo abbiamo attivato il percorso Biciliberatutte, per insegnare ad andare in bici a 20 donne migranti, grazie al contributo dei fondi PON della Città Metropolitana di Bologna nell’Ambito del progetto “Abitare la città”, in collaborazione con Cospe ONlus, Mondo DOnna, Das e Porto 15.
Al termine del percorso, vogliamo fornire a ogni beneficiaria una bicicletta funzionante, marchiata e accessoriata: per questo le volontarie e i volontari della nostra ciclofficina popolare stanno mettendo a nuovo tutte le biciclette usate che negli ultimi mesi ci avete donato, affidandole a Dynamo.
ABBIAMO BISOGNO DI ALTRE BICI!
Se hai una bici che non utilizzi (specialmente se con canna bassa e ruote 26 o 24), ancora in buone condizioni anche se non perfettamente funzionante, portala a Dynamo! La affideremo alla nostra ciclofficina per darle una nuova vita e destinarla alle beneficiarie di Biciliberatutte!
Dynamo è aperto ogni giorno dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 20, o il sabato dalle 9 alle 20.
Per informazioni scrivi alla responsabile dell’officina: [email protected]
ANCHE DA SOTTO LA MASCHERINA, FAI SENTIRE LA TUA VOCE!
Ti muovi in bici e pensi che Bologna sia ancora poco bikefriendly? Sogni una città a misura di persone? Vorresti che l’ambiente e la salute siano temi centrali del dibattito cittadino?
Se hai risposto sì a tutte queste domande, significa che hai compreso la portata storica del momento che stiamo vivendo e l’occasione che questa terribile epidemia mondiale ha offerto al mondo per ripensare i propri schemi e le proprie abitudini.
Mai come in questo momento un’associazione come la nostra, che dalla sua nascita lavora per diffondere stili di vita sostienili e per creare una città più democratica e vivibile, ha bisogno di sostegno per far sentire ancora di più la sua, la nostra, la tua voce.
Da oggi c’è un modo nuovo per sostenerci: acquistando le nostre nuovissime e super cool mascherine lavabili di Animali Anomali*.
Le trovi al desk della Velostazione Dynamo Bologn, aperto ogni giorno dalle 7 alle 20 (lun-ven, sabato dalle 9 alle 20) in via Indipendenza 71/z.
Le puoi avere con un’offerta minima consapevole di 7 euro (prezzo di costo): ogni euro in più che sceglierai di dare sosterrà le nostre attività associative.
NON SONO BELLISSIME?!
E se vuoi darci un supporto più continuativo, diventa socio/a di Salvaiciclisti e aiutaci a realizzare la città e il mondo che sogni anche tu: https://soci.salvaiciclisti.bologna.it/ (costo tessera annuale 10 euro, pagabile anche con PayPal).
* La mascherina non è un presidio medico-chirurgico, è da considerarsi solo come prima barriera alla nebulosa. Può essere utilizzata in ambito personale e lavorativo purché sia possibile mantenere le distanze minime previste. La mascherina è classificata come filtrante e utilizzabile in ambito personale e lavorativo purché sia possibile mantenere le distanze di sicurezza previste dall’attuale normativa. Non è un dispositivo medico. Come tutte le mascherine NON protegge da sola da un contatto prolungato con pazienti positivi da COVID19: per una protezione totale sono necessarie protezioni FFP2 o FFP3, protezioni per gli occhi, guanti, distanza e tutte le accortezze necessarie.