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Bologna in bici sotto la neve, si puo` o no?

CiclabileNEveFinalmente è arrivata la tanto temuta neve sulla nostra bella città: c’è chi la ama, c’è chi la odia, ma tutti dobbiamo farci i conti quando si tratta di buttarsi nel traffico, qualunque mezzo si sia scelto.

Noi ciclisti, seguendo l’esempio dei paesi nordeuropei, non ci facciamo certo scoraggiare da qualche fiocco, poiché sappiamo che – con la giusta attrezzatura – la nostra bicicletta rimane il mezzo migliore per efficienza per tutti gli spostamenti urbani.

Ogni bicicletta e ogni ciclista urbano è una macchina in meno in circolazione, una minor spesa per la collettività in spese di manutenzione stradale, in spese sanitarie, in qualità dell’aria e del paesaggio.

Chi ancora non fosse convinto, può guardare questo video “Perchè una bici è meglio di un’auto!“.

Una macchina in meno in circolazione quando nevica è ancora più importante, data la pericolosità di un mezzo di 14 quintali che si muove (nel migliore dei casi) ai 50 chilometri orari.

Quello che per un ciclista può essere uno scivolone con qualche graffio, può trasformare l’automobilista più prudente in un assassino.

Lo sappiamo bene noi che con la Consulta della Bicicletta abbiamo dovuto farci sentire quando è uscito il piano neve: nell’ordinanza firmata dall’Assessore ai Lavori Pubblici Malagoli e dal Direttore del Settore Mobilità Cleto Carlini veniva fatto divieto di circolazione a tutti i mezzi a due ruote. BICICLETTE COMPRESE.

Dopo strenua discussione finalmente la notizia che il provvedimento era stato ritirato!
I ciclisti hanno esultato, e anche gli automobilisti avrebbero dovuto, dato che un ciclista in meno sulla strada significa un automobilista in più in coda davanti a voi.

Stamattina, finalmente la nevicata: i ciclisti si preparano a godere della loro città pedalando verso il lavoro. Chi con un passamontagna con visiera, chi sotto l’ombrello… va tutto bene, no?
No, perché questa mattina il ciclista urbano P.D. è stato fermato in zona Mazzini da un vigile che gli contestava la circolazione, invocando l’ordinanza.
A nulla sono valse le proteste del cittadino che citava la revoca, infine la multa gli è stata risparmarmiata per “gentile concessione”.

Non si sa se è più preoccupante la loro ignoranza sulle norme in vigore o il loro applicarle a seconda di “concessioni” più o meno soggettive.

Noi vi consigliamo di seguire l’esempio di P.D., che ora gira con una stampa dell’ordinanza in tasca, per colmare le lacune del prossimo vigile ignaro.

SIC Bologna