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Lettera ai candidati

Qualche giorno prima del 29 e 30 dicembre, quando si sono tenute le primarie per i parlamentari di SEL e PD, abbiamo scritto questa lettera ai candidati di cui era rintracciabile un indirizzo mail o altro contatto.

Abbiamo ricevuto una sola risposta, che pubblichiamo in calce.

Troviamo molto grave il disinteresse che i candidati hanno mostrato per la necessità della riforma della mobilità; lo vediamo come il chiaro sintomo della sua (peraltro nota) inesistenza nell’agenda di tutti i politici in circolazione. Non possiamo che prenderne atto con sdegno e preoccupazione.


Cara/o candidata/o
qual è la città veramente moderna che sei chiamato a costruire?
Il tema della mobilità è cruciale per l’Italia.
Il nostro tasso di motorizzazione è il secondo in Europa, più di 600 auto per 1000 abitanti.
Eppure è un tema a cui la politica non dà importanza.

Mentre in Olanda il Ministro delle Infrastrutture e dell’Ambiente organizza eventi quali la International Cycling Safety Conference.

Uno di voi, una candidata di Bologna del PD, ha detto questi giorni che il tema della mobilità è tanto importante quanto delicato, in quanto su di esso si scontrano gruppi di interessi con opinioni e richieste opposte. Chi vuole più parcheggi, chi vuole meno semafori, chi vuole ridurre la velocità. È difficile trovare il criterio per dare preminenza a un gruppo piuttosto che a un altro.

Cara/o candidata/o, abbiamo la convinzione che il “nostro” interesse abbia più valore. Debba pesare di più sulla bilancia.
Non perché siamo più belli o più buoni. Siamo italiani medi con i soliti pregi e difetti.
Il semplice ma cruciale motivo è che il nostro interesse non è solo il nostro.
Non è come l’interesse degli imprenditori contro le tasse, o dei lavoratori pubblici contro quelli privati, o della lobby delle auto o della benzina o di qualunque altra cosa che conta solo per chi è parte di quel gruppo.
È un interesse pubblico.
L’aria è di tutti, il pianeta è di tutti, il suolo è di tutti, i nostri bambini sono il futuro di tutti, i soldi spesi per curare le persone malate di smog, o di stress da traffico, o coinvolte in incidenti stradali, sono soldi di tutti, la crisi energetica cade su tutti.

Andranno ormai in prima elementare i figli di questa crisi, i bambini nati dal 2007 in poi. Che futuro possiamo offrire loro?

La crisi non passerà presto, lo sappiamo noi e lo sai tu.
Non possiamo competere con la produzione globale, con i prodotti che arrivano dall’Oriente, a meno di non livellarci ai loro standard di sfruttamento lavorativo, di assenza totale di diritti, di dignità, di welfare state. Ci siamo spinti anche troppo in questa direzione, ma anche se volessimo continuare non funzionerebbe. Davanti a loro siamo una goccia nel mare e non possiamo misurarci sullo stesso piano.

Ci sono altre cose su cui possiamo competere in Italia. Lo straordinario patrimonio storico e artistico, la ricchezza e la varietà del territorio, le piccole economie di qualità, l’artigianato locale. Dovremmo valorizzare le nostre città di storia ed arte, sfregiate dalla cementizzazione e da un traffico selvaggio, fare riscoprire le bellezze del territorio. Questo si può fare solo alla lentezza delle due ruote. Dovremmo investire sull’indotto della fabbricazione di bici di qualità e per gli usi più svariati, per il cicloturismo, per il trasporto urbano di cose e persone, per lo sport. La bicicletta è uno dei segni di questa scelta, l’unica saggia che possiamo fare, e che molti paesi nordeuropei hanno già fatto con successo, nonostante il clima sfavorevole.

È una scelta fatta anche e soprattutto per l’efficienza nella mobilità urbana: sotto i 5 km, che rappresentano il 70% degli spostamenti urbani, la bicicletta è il mezzo più efficiente: per la diminuzione degli incidenti e delle malattie respiratorie con conseguente abbattimento dei costi sanitari, per il risparmio economico per le famiglie, ma soprattutto per il tempo di percorrenza. (http://www.malnatesostenibile.it/ciclabili/bicicletta.html).

Vedi dunque che non facciamo appello alla tua sensibilità per la causa della bici, ma all’incarico che ambisci ad esercitare con responsabilità per il bene comune, per la collettività intera.
Ti chiediamo di informarti sul programma prodotto dagli Stati Generali della Mobilità Nuova (il libro rosso) e sulla campagna Salva i Ciclisti. Di contattare i suoi comitati locali, o la sede della FIAB più vicina a te, o una ciclofficina popolare, per dialogare su questi temi.

Sappiamo che sono temi difficili, che incontrano la resistenza accanita di forze potenti e anche della pigrizia mentale di tante persone.

Qualcuno però deve avere il coraggio di iniziare.
Vuoi impegnarti a sostenere la campagna Salva i Ciclisti se arriverai a sedere in Parlamento?
Per noi, per il nostro voto, il tuo impegno potrebbe fare la differenza.

Salva i Ciclisti – Bologna


Grazie di avermi contattata! Mi sembrerebbe alquanto banale dire “certo mi impegnerò”, vi posso dire delle iniziative che ho sostenuto nel mio paese… Io faccio parte di un’amministrazione comunale, quella di Marzabotto, che ha caldeggiato e fortemente voluto la pista ciclabile lungo il fiume Reno. Inoltre ho aiutato a realizzare questa escursione (quest’annno alla seconda edizione) che permette ai ciclisti di conoscere Monte Sole (della cui Memoria mi occupo)… Non so se vi ho convinto ma più che di promesse io mi fido di cose fatte! Grazie, Valentina

Valentina Cuppi, Comune di Marzabotto